Un nostro lettore, Luigi De Chicchis, ci ha scritto per rispondere a Franco:
"Il mio intervento tutela la vita privata delle persone in casa propria, quindi nella privata proprietà e lontano da occhi indisreti, mentre NON CONCORDO sull'esercizio della professione da Lei citata e fortemente giustificata, sulla strada pubblica (quindi di tutti e dove tutti sono tenuti a mantenere un certo decoro nel rispetto altrui). Premesso ciò, vorrei far presente a questo signore che l'ostinarsi a voler definire la 'prostituzione' quale attività lecita, denota una scarsa interpretazione legislativa, ma soprattutto un palese interesse a non voler intendere questo concetto, perchè vede sig. Franco.... il favoreggiamento sta a significare ogni azione posta in essere che possa favorire quell'esercizio, quindi principalmente chi si appresta a consumare con una prostituta, sta favorendo questo esercizio e dal momento che il favoreggiamento alla prostituzione costituisce reato, non si parla di 'meretriciofobia' ma di 'applicazione della legge'. Probabilmente questo concetto Le sfugge e insiste nel volerselo far sfuggire, quindi mi vedo costretto a ricordarglielo. Il sottoscritto non ha il terrore per la presenza delle prostitute sulla strada, ma non nascondo la nausea nel vedere gente completamente svestita a bordo strada, sporcizia gettata in ogni angolo, fra cui fazzoletti e preservativi, per non parlare degli individui che si fermano da ognuna di loro per contrattare il prezzo della prestazione e scrutare la merce, incuranti del fatto che dietro di loro vi possa essere un automobilista civile e non bisognoso di quel tipo di servizio che vorrebbe tornare a casa senza necessariamente doversi beccare un verbale per sorpasso in zona soggetta a divieto di sorpasso, per non dover rischiare di passare per uno di quelli che va in cerca di prostitute. Che ne dice sig. Franco....stavolta le è chiaro il mio concetto o devo semplificarlo ulteriormente ? Gli atti osceni di cui parla sono palesi se avvenuti su un ingresso di una proprietà privata, a bordo di una strada o dovunque vi sia la libertà per chiunque di transitare, quindi farebbe meglio a finirla di sminuire e se proprio avesse intenzione di supportare questa categoria, lo faccia come ho civilmente fatto io per parcondicio, precisando che in casa ognuno può fare quel che vuole e nessuno deve permettersi il lusso di violare quella privacy. Se poi ha una particolare preferenza per l'esercizio di questa professione sulla strada, allora lasci che la legislatura faccia il suo corso e non pretenda di trasformare un reato in normalissimo impiego retribuito e esentasse, perchè scenderebbe nel ridicolo a mio modesto parere".