Saranno presentati giovedì alle 9.30, presso l’Aula Magna del Liceo Aprosio di Ventimiglia, le linee guida dei programmi della Spes Auser Onlus, associazione di parenti ed amici di portatori di handicap, che ne segneranno i passi ulteriori di sviluppo nei prossimi due anni. Si tratterà di progetti che avranno come denominatore comune la ricerca dell’autonomia per i disabili e si articoleranno su due filoni principali e complementari.
Il primo riguarda la casa ed è intenzione della Spes dare il via, nel corso del 2011, alla costruzione, nella frazione Varase, di mini appartamenti che, per un totale di 24 posti letto, permetteranno ai disabili autosufficienti di condurre un’esistenza all’insegna dell’autonomia, in sinergia con la vicina Casa Famiglia “Il Sorriso – Dopo di noi”.Il secondo filone di intervento riguarda il lavoro.
“In un territorio che, per mancanza di aziende e per la crescente crisi economica, può porre in atto solo parzialmente le agevolazioni previste dalla legge relativamente all’impiego di personale con disabilità – afferma il presidente della Spes Luciano Codarri – diventa fondamentale creare lavoro e, soprattutto, un lavoro che non sia assistito o “tanto per fare” ma che serva realmente a chi lo esegue e porti beneficio alla comunità”.
Sulla scia dei corsi svolti da 16 ragazzi e ragazze della Spes ed aventi come oggetto laboratori di ortocoltura e cucina, sempre a Varase verrà istituita, a partire dal 2011, una fattoria biologica sociale didattica, con la consulenza di Gianni Ballestra che, più esponente di una famiglia da sempre dedita all’attività di coltivatori diretti, ha messo a disposizione della Spes oltre 25mila metri quadrati di terreno.
“Per questo progetto – ha detto Ballestra – punteremo su prodotti biologici, a km zero e finalizzati alla salvaguardia delle specie cultivar nostrane. I prodotti saranno venduti ai gruppi di acquisto solidale e comprenderanno coltivazioni in serra, in piena aria e prodotti da allevamento”. In 5mila metri di serre si produrranno insalatine da taglio, pomodori, fagiolini e zucchine. I 10mila metri all’aperto saranno dedicati a carciofi, fave ed alberi da frutta, mentre altri 10mila saranno destinati all’allevamento di ovini (pecore e capre) e pollame (galline e oche).
“La volontà – spiega Ballestra – è quella di creare un indotto nella nostra zona, fornendo anche la possibilità di ottenere altri prodotti, sempre a km zero, da altri coltivatori del comprensorio. Puntiamo anche ad un inserimento degli anziani, con il progetto “nonno saggio” che vuole anche tutelare le conoscenze tradizionali che rischiano di andare perdute”. La base iniziale di forza lavoro è rappresentata dai 16 ragazzi diversamente abili che, completato il corso, stanno iniziando il progressivo inserimento lavorativo. Per loro è già prevista una forma di retribuzione e dal 2012, al completamento della seconda fase dei corsi, l’inserimento a pieno titolo in una costituenda cooperativa.
“Questa iniziativa – conclude Codarri – vuole essere una risposta della Spes alle difficoltà che potranno nascere dalla riduzione del 75% degli aiuti finora ricevuti grazie al 5 per mille. Se verrà approvato il provvedimento i quasi 54mila euro che la Spes riceverà quest’anno per l’esercizio fiscale 2009, dal prossimo anno si ridurranno a circa 12mila. Un fatto che rischia di mettere in difficoltà non solo la nostra ma tutte le associazioni che operano nel settore dell’assistenza”.