Prove tecniche di salvataggio per Ecoimperia la società che si occupa della raccolta dello smaltimento dei rifiuti e dei servizi di pulitura e spazzamento delle strade del capoluogo. Trentacinque rappresentanti dei comuni su 36 (Villa Faraldi esclusa), tutti facenti parte del sub comprensorio imperiese dell’Ato dei rifiuti, si sono dati appuntamento l’altro giorno in Provincia. Obiettivo dell’incontro valutare la possibilità di adesione di tutti i Comuni potenzialmente interessati a un unico bando che gli uffici del Comune di Imperia stanno predisponendo e che entro la fine dell’anno dovrebbe essere pubblicato.
In gioco c’è soprattutto il futuro dell’Ecoimperia la società mista – pubblico privata (Comune di Imperia 51% e Ponticelli Srl dei fratelli Pizzimbone 49% ) che secondo taluni non avrebbe i requisiti per partecipare al bando. All’atto di nascita, agli inizi degli anni Novanta, infatti, durante l’amministrazione retta da Claudio Scajola il socio privato venne scelto senza prevedere alcuna gara. “Il segretario comunale e i nostri consulenti legali affermano che secondo una consolidata giurisprudenza Ecoimperia può, comunque, partecipare alla prima gara utile e solo in caso di soccombenza dovrebbe cessare l’attività”. E’ questo il pensiero dell’assessore all’ambiente Giovanni Amoretti. E’, dunque, evidente il tentativo da parte dell’amministrazione del capoluogo di mantenere in vita Ecoimperia, che trattandosi di una società mista pubblico-privata garantisce, tra l’altro, agli amministratori nominati dalla politica uno stipendio.
Ma quali sono le caratteristiche del nuovo bando e perchè dovrebbe coinvolgere tutti Comuni del sub - ambito? “Perché in questo modo – risponde Amoretti – ed è d’accordo anche il dirigente della Provincia Alessandro Barla, sarebbe meno traumatico il passaggio a un gestore unico per tutta la Provincia. Un conto sarebbe allineare la posizione di 36 comuni che hanno già una situazione simile e non dimentichiamo che in tutta la Provincia i comuni sono 67, diverso sarebbe dover affrontare il problema centro per centro. Contiamo, poi, sul notevole risparmio dovuto alle politiche di scala”. E quali sono le caratteristiche generali del bando che sta per essere emesso? “Potenziamento della raccolta differenziata, coinvolgimento dell’utenza attraverso una massiccia campagna di informazione e, appunto, il recepimento delle direttive dell’Ato per far si che più comuni possibili si possano consorziare. Sono previste, poi, differenzazioni tra aree omogenee come zone costiere e zone dell’entroterra, che naturalmente hanno esigenze diverse”. E il rapporto coi sindacati? “E’ – sottolinea Amoretti - di estrema collaborazione, anche perché la preoccupazione principale delle maestranze è quella delle clausole di salvaguardia che secondo il contratto nazionale devono mantenere inalterati i posti di lavoro anche se a vincere fosse una azienda che non è Ecopimperia”.
Tempi? “Se non ci saranno impugnazioni e intoppi –conclude Amoretti - il nuovo contratto potrà essere operativo da aprile”.