Da alcuni mesi il fenomeno mafioso, le infiltrazioni nella pubblica amministrazione e la gestione di importanti attività economiche, è al centro del dibattito della provincia di Imperia. La richiesta di scioglimento del Consiglio comunale di Bordighera, le richieste di chiarimenti sull’attività dell’amministrazione di Ventimiglia e le indagini, che hanno portato all’arresto di persone accusate di associazione di stampo mafioso, sono gli ultimi episodi di una situazione definita "grave" dalla Commissione Nazionale Antimafia.
Raggiungiamo telefonicamente Giovanni al termine di un partecipato incontro in una scuola pugliese e mentre sta imbarcandosi sull’aereo per raggiungere Genova, dove parteciperà ad una riunione del consiglio comunale dedicata alle vittime della mafia.
“La mafia oggi si presenta con un volto nuovo, con il colletto bianco e non più con le mani sporche di terra ed i volti segnati dal sole, – ci racconta Giovanni – i mafiosi non vestono più di nero, con la coppola in testa e la lupara in spalla, e non fanno più riunioni in sperduti casolari diroccati. Oggi la mafia sta nelle città, negli uffici, nei piani alti dei palazzi dell’economia e del potere politico. I nuovi mafiosi sono imprenditori, professionisti, gente che gestisce importanti attività economiche e che rappresentano la nuova cupola. Sbagliamo a pensare che sia un fenomeno esclusivamente meridionale, la mafia ha un carattere nazionale ed internazionale, è presenta tanto al nord come al sud”.
Giovanni Impastato, ha fatto della lotta alla mafia una scelta di vita, un impegno, che nei 32 anni dall’uccisione di Peppino gli ha richiesto grandi sacrifici personali e tantissimi viaggi in tutto il paese per partecipare a incontri, riunioni e cerimonie. In questi anni ha girato per tutta l’Italia, ed anche all’estero, visitando molte scuole. Per questo motivo gli chiediamo di parlarci degli studenti. “Sono affascinati e conoscono già tutto di Peppino, moltissimi hanno visto il film i cento “I Cento Passi”, che a distanza di 10 anni dalla sua uscita viene ancora regolarmente proiettato in moltissime scuole. Un film bellissimo che descrive tutta la storia umana di Peppino e che ha dato contribuito importante alla sua conoscenza non solo fra i giovani. A settembre abbiamo festeggiato i primi dieci anni del ,film con il regista e gli attori: è stata una festa emozionante. Dobbiamo molto anche agli artisti, che gli hanno dedicato delle canzoni, Cisco ed I MCR, Carmen Consoli e Pippo Pollina, solo per citarne alcuni”
Nel suo libro ‘Resistere a Mafiopoli’, pubblicato recentemente, racconta della figura del fratello e di quello che ha fatto per cambiare le cose. “Peppino, si era opposto alla malavita organizzata, nonostante questa fosse ben collegata con alcuni familiari, in primo luogo nostro padre e lo zio. Ma aveva deciso di percorrere una strada diversa, fatta di libertà e democrazia, di cultura e innovazione. Era un giovane con voglia di giustizia, che ha rotto con la sua famiglia in coerenza con i suoi ideali di libertà. Era un artista, un poeta, un vero precursore dei tempi, che aveva intuito che la musica e la cultura potevano essere strumenti di lotta per un futuro migliore.”
Ogni anno a Cinisi in occasione della manifestazione in ricordo di Peppino si svolgono manifestazioni culturali con spettacoli teatrali e concerti, cui hanno partecipato fra gli altri i Modena, City Rambler, Carmen Consoli e Pippo Pollina. Da alcuni anni Giovanni con la moglie Felicetta è ospite della rassegna sanremese dedicata a Luigi Tenco, un artista che rappresenta una sua grande passione e di cui conosce a memoria tutti i testi delle canzoni. “Vengo sempre volentieri a Sanremo, il clima della rassegna, grazie al prezioso impegno dei soci del club, è sempre positivo ed interessante. La manifestazione è anche l’occasione per conoscere nuovi artisti o gruppi musicali da invitare a Cinisi l’anno successivo. E’ successo l’anno scorso per Mannarino, ed in precedenza per i Tet de Bois e Flavio Oreglio. Questa volta poi sarà ancora più importante perché il prossimo anno, grazie alla neonata associazione “Musica e Cultura”, presieduta da Salvo Ruvolo, intendiamo promuovere una rassegna dedicata a Peppino, con la consegna di un riconoscimento e vorremmo prendere contatti con i responsabili del Tenco per valutare la possibilità di una collaborazione comune.”
Ma torniamo alla Mafia e chiediamo a Giovanni se esiste oggi una ricetta, una cura contro la mafia. “Serve consapevolezza e dobbiamo lottare per difendere gli spazi di libertà rimasti, che non sono molti perché siamo di fronte a un governo arrogante. Dobbiamo difendere in primo luogo la nostra costituzione. Personalmente aggiungo che lottare contro la mafia è come lottare contro se stessi perché la cultura mafiosa è profondamente radicata dentro di noi. Ovviamente non voglio certo dire che “siamo tutti mafiosi”, ma che ci sono modi di pensare mafiosi che si annidano dentro di ognuno di noi, che devono essere riconosciuti e combattuti. Io, ad esempio, condividevo le idee di mio fratello già prima del suo omicidio, ma non avevo il suo coraggio, né il suo carisma, forse anche perché ero di qualche anno più giovane. Per combattere la Mafia serve coraggio ed impegno e soprattutto non avere paura di parlarne.”
L’appuntamento con Giovanni Impastato è per venerdì prossimo, 12 novembre, alle 18 presso la sala della Federazione Operaia Sanremese.