"Non pago di aver scandito dal palco i nomi dei consiglieri comunali che si sono opposti in questi anni all'operazione del porto turistico, mentre dal 'partito dell'amore' in 'adunata' partivano batterie di 'buttateli a mare' e altre amenità che hanno fatto il giro d'Italia, Il Sindaco Strescino rincara la dose rivendicando fin in fondo, con orgoglio, la propria condotta. Nessuna autocritica, nemmeno minima, senza nessuna umiltà".
Inizia così il nuovo commento del Consigliere di opposizione (PRC) Pasquale Indulgenza, sul caso del porto. "Transitato dalla tradizione del 'saluto romano' al berlusconiano 'ghe pensi mi', il Primo Cittadino - prosegue Indulgenza - evidentemente gasato dagli esiti di recenti sondaggi di popolarità, si dimostra per quello che è: figlio di entrambe le culture. E allora, per rendergli onore con le sue stesse modalità 'dialettiche', è proprio il caso di prenderlo in considerazione nella sua veste istituzionale. Da quando è stato eletto sindaco di Imperia, la città, sempre più sporca e inquinata di traffico, ancora priva di un sistema di depurazione delle acque, si è vista sprofondata al 93° posto nella classifica nazionale per la qualità dell'Ambiente; la gestione dei rifiuti, mentre il problema sta scoppiando in provincia, ci consegna un misero 25% di raccolta differenziata; il 'pasticcio' del porto turistico, di fatto corrispondente ad una complessiva operazione di ristrutturazione privatistica dell'intera portualità cittadina, è sotto gli occhi di tutti; dei cittadini comuni come della magistratura inquirente. Il Patto di stabilità risulta nuovamente non rispettato e le casse comunali piangono desolate; i servizi comunali rimangono legati solamente al filo di progetti finanziati con contributi esterni e l'impoverimento e il disagio sociali sono cresciuti in modo allarmante. Visto che il Sindaco riferisce ironico delle critiche mossegli da Sinistra, anche dal segretario nazionale di Rifondazione, avendo fatto trenta, facciamo trentuno e dichiariamo, senza ironia, che se, a fronte di una situazione come quella che sta vivendo Imperia, egli rassegnasse le proprie dimissioni dalla Carica, la cosa non sarebbe un danno per la Città, ma l'occasione per una verifica delle reali capacità di chi ha retto finora l'amministrazione cittadina. Per qualcuno, forse, persino un inaspettato ritorno di consapevolezza di sè".