Marco Ventimilgia, per conto della sua famiglia, ci ha scritto in relazione all'intitolazione dello stadio 'Comunale' che, secondo le ultime notizie da palazzo Comunale, andrebbe a Luigi Cichero:
"In relazione alle ultime discussioni sul tema dello stadio Comunale, io e la mia famiglia vorremo esprimere il nostro pensiero. Ci amareggia il fatto che tutte le persone che sono intervenute sul tema, che forse non hanno mai calpestato la terra o l’erba del Comunale, e comunque sicuramente non hanno una cultura specifica in argomento Sanremese Calcio, non abbiano mai menzionato ,o solo marginalmente, il nome di Mario Ventimiglia, Cittadino Benemerito e Cavaliere del Lavoro. Avremmo preferito scrivere una lettera più accorata, come penso il nostro caro avrebbe voluto, ma visto questa bagarre ci atteniamo solo a freddi numeri. Mario Ventimiglia nato a Sanremo, vissuto e ora sepolto nel cimitero cittadino ha collezionato questo curriculum:
da giocatore: Sanremese giovanili, Sanremese 2 Stagioni in Serie B, 9 stagioni in Serie C Nazionale, 1 stagione in Serie A con la Juventus, 1 stagione in Serie A nel Liguria (ora Sampdoria). Una presenza con la maglia con la Nazionale Italiana nel periodo bellico (unica disputata).
Cito giornale dell’epoca con note e aneddoti: Ventimiglia ha esordito in Serie B con la Sanremese nella stagione 1938-39, alla sedicesima giornata contro l’Anconitana (0-4, era il 22 gennaio 1939, il neppure diciottenne Ventimiglia prese il posto dell’indisponibile Imberti). Ha esordito invece in Serie A il 4 dicembre 1942, in Juventus-Milan 1-1. Da ricordare che nel 1953-54 la Sanremese vinse la Coppa Disciplina (a cui concorrevano tutti i clubs dalla Serie A alla C) davanti alla Juventus. Capitano di quella squadra era proprio Mario Ventimiglia, che andò a Coverciano a ritirare il trofeo dalle mani di Ottorino Barassi, Presidente della Federcalcio. Lo stesso sobbalzò sulla poltrona: “Mai e poi mai avrei pensato – disse – di consegnare la Coppa Disciplina a Ventimiglia. E’ il giocatore che in assoluto, nei nostri uffici, ha il fascicolo disciplinare più spesso!”.
Da allenatore: 5 stagioni in Serie C, 4 in Serie D. Cito giornale dell’epoca con aneddoto: nel 1965-66, era allenatore in uno dei primi campionati di Serie D della Sanremese. Una stagione difficile. Dopo una brutta sconfitta a Cuneo, fu pesantemente contestato dai tifosi, che chiesero a gran voce il suo esonero. Ecco cosa scrisse l’Eco della Riviera nell’edizione del 3 ottobre 1965: 'Ventimiglia, amareggiato, stanco, svillaneggiato dal pubblico, era deciso a presentare le dimissioni…ma contrariamente a quello che ci era stato detto, Ventimiglia non ha un contratto firmato e, andandosene, lo ha detto subito, era disposto a rinunciare a qualsiasi emolumento per l’opera prestata nei mesi di preparazione ed in questo inizio di campionato'. Ventimiglia lavorava, praticamente, gratis, per pura passione. E questo era Mario Ventimiglia, la sua vita per una passione, solo per l’orgoglio di vestire quella maglia biancoazzurra, la cui bandiera sventola ancora oggi sulla sua tomba. Per concludere vorrei dire di non commettere l’errore di ricordare solo la storia recente, ma anche quella di un passato ben più glorioso. Per questo citare alcune persone che purtroppo non ho mai avuto l’onore di aver conosciuto: Giovanni Guidi, Giulio Renzetti, Giuseppe Panizzi, che sono 'solo' i presidenti che hanno guidato la Sanremese in Serie B e Adriano Morosetti che per stagioni l’ha guidata in C Nazionale: tutti Sanremaschi doc come Mario Ventimiglia. Loro forse non sono meritevoli? Documentatevi e abbiate rispetto per tutti coloro che hanno fatto la storia di questa Società. Terrei a precisare che il mio intervento non è in relazione al nome di Luigi Cichero, mio grande amico con cui ho condiviso anni bellissimi sia dentro che soprattutto al di fuori del calcio , ma solamente una dettagliata cronologia dei fatti.
Per la famiglia Ventimiglia con rispetto: Marco Ventimiglia... dimenticavo, ex presidente della Sanremese Spa".