Politica - 30 settembre 2010, 23:22

Sanremo: Sinfonica sempre sul piede di guerra, prosegue lo stato di agitazione

"I professori d'orchestra vivendo da tempo questa situazione, vogliono sottolineare che nel rispetto di tutti e in attesa di una soluzione (mai arrivata), lo stato di agitazione è stato fino ad oggi attuato in maniera civile e professionale".

"Viste le difficoltà che affliggono da tempo la Fondazione Orchestra Sinfonica di Sanremo e di conseguenza i lavoratori della stessa, ai quali e' stato disdettato in maniera unilaterale il contratto integrativo da piu' di un anno, mettendoli in condizione di dover sostenere le trasferte di lavoro con un trattamento economico non adeguato, le rappresentanze Sindacali in merito a tale argomento si vedono costrette a mantenere lo stato di agitazione, fino  a quando non si aprira' un tavolo di trattativa che coinvolga il Cds ed i sindacati dell'orchestra".

Lo evidenziano i sindacati dell'orchestra sanremese che proseguono: "I professori d'orchestra vivendo da tempo questa situazione, vogliono sottolineare che nel rispetto di tutti e in attesa di una soluzione (mai arrivata), lo stato di agitazione è stato fino ad oggi attuato in maniera civile e professionale, limitandosi a suonare in borghese ed a leggere comunicati al pubblico prima di ogni concerto".

Vista la totale assenza di risposte, le organizzazioni sindacali fanno presente che il protrarsi di tale situazione portera' inevitabilmente ad azioni di forte protesta, quali lo sciopero ad oltranza: "Denunciamo il comportamento del Presidende della Fondazione - terminano i sindacati - di non aver mai risposto alle numerose richieste d'incontro, venendo meno anche alle promesse fatte di collaborazione, rispetto e gratificazione. Pertanto in vista della prossima produzione con l'Opera Giocosa di Savona, invitiamo il Presidente a soddisfare le richieste d'incontro auspicando che da tale occasione si raggiunga un accordo sul trattamento di trasferta che possa soddisfare entrambe le parti. In attesa dell'incontro, continuerà lo stato di agitazione e le forme di protesta fino ad oggi attuate".

Carlo Alessi