Politica - 29 settembre 2010, 22:27

Imperia: equilibri di bilancio, intervento di Pasquale Indulgenza (PRC)

Come si era ben visto qualche settimana fa, quando l'assessore Ranise faceva i salti mortali per assicurare il mantenimento dei servizi di prescuola, doposcuola e pranzo assistito, il Bilancio del Comune di Imperia è al limite. Fin troppo facile a prevedersi, lo sforamento del Patto di Stabilità.  Del resto, esso si regge giusto perché si fanno operazioni come quella di mantenere in vendita un bene preziosissimo quale Villa Carpeneto, malgrado le aste andate ripetutamente deserte.

Va detto chiaramente che tale situazione, che l'Amministrazione Strescino e la Maggioranza di Destra che la sostiene leggono deterministicamente e opportunisticamente come portata dalla crisi generale che tormenta l'Italia (ma fino a qualche mese fa, non dicevano, ripetendo in modo pedissequo i loro leaders Berlusconi e Tremonti, che  la stessa era ormai superata?), è anche il risultato delle scelte delle amministrazioni precedenti, rette dal Sindaco Sappa, che in  ben dieci anni hanno programmaticamente privilegiato, fino all'ultimo, la politica delle 'grandi opere', sottovalutando le conseguenze del mancato rispetto del Patto di Stabilità nel 2007, facendo scelte come quella di abolire  l’ICI sulla prima casa , anche a favore dei possessori di più di un immobile, e privando l'Ente di entrate sicure. Scelte volute e attuate senza considerare la debolezza strutturale dei servizi locali e delle prestazioni sociali, in misura crescente sostenuti da progetti finanziati e contributi dall'esterno. Ecco come si spiegano le attuali limitazioni, l'utilizzo del personale dipendente, in parte già assoggettato a rapporti di lavoro penalizzanti,  in un oneroso mansionismo, la rinuncia a certi programmi,  le maggiorazioni alla compartecipazione alle spese richieste agli utenti(come accade, ad esempio, ad alcuni importanti interventi per gli anziani).

Ad aggravare la situazione e a stremare le casse dell'Ente, ci sta pensando la scure del federalista  e liberista Tremonti, che scarica su Comuni e Regioni tutti i  costi della crisi,  imponendo tagli profondamente iniqui. Ed è proprio il venir meno dell'equità sociale il problema più grave, al quale le Destre sembrano sostanzialmente insensibili, malgrado le disuguaglianze sociali tra i cittadini si facciano ogni giorno più nette. Anche ad Imperia. Così come l'estendersi delle forme di povertà.

Ora, questa stessa Amministrazione, che si conferma in un indirizzo ideologico di fondo, si prepara, con l'alibi che si tratti di misure obbligate, a operare ulteriori esternalizzazioni e nuove privatizzazioni. Processi che si accompagneranno sicuramente a massicci aumenti delle tariffe, come quella per i rifiuti, settore che versa a livello provinciale in condizioni disastrose per una chiara responsabilità delle Destre e che nel Comune di Imperia è gravato da una gestione societaria storicamente squilibrata e da una inerzia che non ha permesso di introdurre e affermare nel territorio, in tutti questi anni, una raccolta differenziata capillare che avviasse in modo virtuoso la svolta necessaria.

Carlo Alessi