Politica - 14 settembre 2010, 16:33

Regione: l'assessore Barbagallo risponde a Marco Scajola sul florovivaismo

"Cosa è stato fatto e cosa stiamo facendo oggi a difesa e per lo sviluppo della Floricoltura Ligure nel difficile contesto Europeo e mondiale. Innovazione, investimenti, ricerca, Europa, regole di salvaguardia delle nostre produzioni". L’Assessore all’Agricoltura della Regione Liguria ha risposto oggi in Consiglio all’interrogazione del Consigliere Scajola e altri sui problemi e sulle prospettive del Florovivaismo Ligure. L’Assessore ha ricordato che l’attività florovivaistica è di primaria importanza per l’economia e il territorio della Liguria, infatti il 70% della produzione lorda vendibile agricola Ligure riguarda la floricoltura. E Le politiche agricole di questa Giunta Regionale come della precedente partono da questo principio e le conseguenti azioni sono rivolte a creare le migliori condizioni di sviluppo del settore.

"La prima azione è sostegno economico per tutta la filiera ad iniziare dai produttori florovivaistici, con il PSR 2007/2013 - ha ricordato Barbagallo - strumento di programmazione economica agricola. La strategia generale quindi anche quella rivolta al settore florovivaistico, prevede riduzione delle anomalie strutturali, cominciando dalle dimensioni aziendali troppo piccole, investimenti, innovazione tecnologica, rinnovamento continuo della gamma dei prodotti. Un’altra azione, fatta dalla passata Giunta è stata la creazione negli anni scorsi all’interno del Dipartimento Agricoltura dell’Ufficio Florortovivaistico con lo scopo di occuparsi in modo organizzato del settore flororticolo. Le funzioni sono state intraprese con personale impiegato direttamente sul territorio delle principali zone floricole in quotidiano contatto con i diversi soggetti che compongono la filiera florovivaistica. In questa maniera l’Assessorato ha possibilità di conoscere in tempo reale la situazione, valutare e predisporre rimedi, programmare iniziative e verificare l’efficacia delle azioni proposte. Un esempio tra i tanti risultati - ha detto Barbagallo - riguarda il problema del Ruscus, verde ornamentale tra i più importanti per l’economia florovivaistica ligure che ha avuto un brusco tracollo del prezzo di vendita nell’annata 2009, risolto con l’intervento di sostegno al prezzo attraverso l’utilizzo dei fondi, 1,4 milioni di euro, previsti dall’art. 68 del Reg. CE n. 73/2009, prima di allora mai destinati a colture floricole, grazie alla battaglia condotta in sede Governativa dal precedente Assessorato Regionale. La Liguria, unica regione in Italia insieme alla Toscana, ha predisposto e approvato un proprio Disciplinare di produzione che ha consentito ad oltre 600 produttori di Ruscus liguri di presentare domanda di aiuto per accedere al sostegno pari a 1,5 euro a metro quadro coltivata.

Particolare attenzione è stata data ai rapporti con il Ministero delle politiche agricole intervenendo e partecipando ai lavori del Tavolo florovivaistico nazionale, collaborando fattivamente alla realizzazione del nuovo Piano floricolo nazionale per il triennio 2010/2013 Sono stati incrementati e sviluppati maggiormente i compiti del Centro Servizi per la Floricoltura con sede a Sanremo, centro di divulgazione in floricoltura della Regione, attraverso: costituzione e prosecuzione di nuovi Club di prodotto, incontri tra produttori di specie floricole simili e tecnici, e il bollettino informativo gratuito Flornews, trasmesso per via telematica, inviato on-line a più di 3.000 Ad essi si aggiungono le realizzazioni di visite guidate per gruppi di floricoltori a realtà floricole, finanziamenti per la ricerca e sperimentazione, fiere, mercati e aste di commercializzazione, sia in Italia che all’estero, per ampliare le conoscenze ed esperienze specifiche.

Prosegue la collaborazione attiva ai lavori del Distretto, per lo svolgimento dell’attività e per la predisposizione del nuovo Piano del Distretto 2010/2013, - che ha ricordato Barbagallo - proprio lunedì 13 settembre ha eletto il nuovo Presidente . Nella considerazione che la produzione mondiale si concentra in modo massiccio in Paesi extra europei e che la commercializzazione vede la preponderanza del sistema olandese, diviene strategico creare alleanze in ambito Mediterraneo. Partendo da questi presupposti la Regione Liguria, che ha sempre sostenuto e continuerà a farlo tutte le iniziative di collaborazione a riguardo, ha fatto la sua parte predisponendo un Progetto Internazionale di settore, incentrato sui temi appena esposti, denominato Flormed. In quest’ultimo periodo sono state razionalizzate alcune attività di servizio pubblico come l’Istituto Regionale per la Floricoltura di Sanremo.

Per quanto riguarda il Mercato dei fiori di Sanremo che è la più importante struttura di commercializzazione di prodotti floricoli d’Italia e dell’Europa del sud, esso deve diventare un centro logistico erogatore di servizi a disposizione di tutti i soggetti. Pochi mesi fa, appena nominato Assessore all’Agricoltura, - ha sottolineato Barbagallo - ho partecipato a Sanremo al Convegno nazionale della Confederazione Italiana agricoltori, alla presenza del Presidente della Commissione Agricoltura del parlamento Europeo Paolo De Castro, ho preso una iniziativa, emerso dai primi incontri con le Organizzazioni Professionali Agricole, facendo incontro con i parlamentari europei eletti in Liguria, e consegnando loro un documento per ragionare a livello comunitario di nuove regole a tutela dei floricoltori. E’ necessario porre in essere un approfondimento finalizzato a produrre una proposta di nuova regolamentazione dei sistemi di scambio fra i Paesi terzi/quarti e la UE. La cosiddetta clausola di salvaguardia di fatto mai applicata, è uno strumento di riequilibrio al fine di evitare che produzioni, ottenute in condizioni di grande vantaggio sul fronte dei costi di produzione e sostenute da politiche pubbliche finiscano per devastare un comparto produttivo".

Barbagallo ha chiesto quindi una forte azione ai Parlamentari europei Liguri in Commissione Agricoltura affinché sia avviata una fase conoscitiva e conseguente sollecito alla Commissione sui temi, e di definire quindi insieme una azione specifica da sottoporre alla Commissione per determinare la verifica/sospensione di eventuali regimi di aiuto alla delocalizzazione. "Competere alla pari con questo sistema, basato su produzioni in aree vocate, con investimenti di compagnie del nord del mondo e costi della manodopera che anche quando è regolare e certificata sono risibili, volumi grandissimi standardizzati e quasi sempre certificati, è molto difficile. Come e forse più che in altri comparti produttivi, i costi delle materie prime sono in continuo aumento e le poche agevolazioni fiscali (accisa sul gasolio) vengono revocate e richieste indietro monetizzate ai produttori agricoli - Barbagallo ha sottolineato inoltre - di aver chiesto urgentemente alla Commissione Politiche Agricole di chiedere al Governo di ripristinare le agevolazioni fiscali sul gasolio, pena la chiusura di tante aziende. E’ difficile - ha concluso Barbagallo - aumentare la competitività di un settore non protetto a livello comunitario, occorre regolare i flussi di merce importata al fine di non indebolire l’economia interna e soprattutto occorre un monitoraggio continuo per stare al passo con le situazioni che cambiano, facendo attenzione che gli incentivi non vengano concessi alle aziende europee che delocalizzano le proprie produzioni in Paesi Extra UE, come ha fatto l’Olanda".

Il consigliere Scajola, nelle sua replica, ha dichiarato che i temi toccati dall’Assessore Barbagallo sono in gran parte condivisibili, e come minoranza si è detto disponibile a una collaborazione forte per aiutare lo sviluppo di un settore economico importante per il ponente Ligure e per l’intera Regione.

C.S.