Oggi in sede di trattativa presso l’ASL 1 la UIL-FPL e i componenti dell’RSU eletti nella sua lista, non hanno siglato l’accordo stralcio relativo alla sospensione temporanea di 30 giorni degli effetti sull’applicazione del regolamento aziendale per la disciplina dei rapporti di lavoro a tempo parziale. La UIL-FPL ha posto come condizione rinunciabile alla sigla dell’accordo stralcio il riconoscimento di tutti i contratti a part-time a tempo indeterminato in oggi esistenti. Non è possibile pensare che un lavoratore già a part-time a tempo indeterminato debba nuovamente richiedere di essere collocato part-time.
"Il gioco è chiaro - scrive il sindacato - e con questo marchingegno verrà stipulato un nuovo contratto part-time però a tempo determinato per la durata di 3 anni che puntualmente passato il triennio non verrà più accolto o, ancor peggio, al lavoratore non sarà confermato il contratto part-time in essere con il conseguente rientro a tempo pieno senza poter adire la via legale perché a seguito della sua nuova richiesta, troverà puntuale applicazione la nuova normativa di legge sul part-time. Come UIL-FPL siamo disposti a siglare un accordo sulle modalità di applicazione del regolamento che tenga conto anche delle esigenze aziendali ma che assolutamente non metta in discussione i contratti a part-time a tempo indeterminato oggi operanti. Non abbiamo siglato il regolamento aziendale sul part-time, il nostro ufficio legale a suo tempo ha predisposto e distribuito ai lavoratori la pratica impugnativa dell’atto, attendiamo ora che prima del nuovo anno la parte pubblica con un proprio atto di responsabilità si adegui al principio contrattuale di un sistema di relazioni sindacali improntato ai principi di correttezza, buona fede e trasparenza dei comportamenti ed orientato alla prevenzione dei conflitti.Al contrario saremo costretti ad indirizzare i lavoratori ad addire, con l’assistenza del nostro ufficio legale, la via giudiziaria per tutelare il loro diritto al mantenimento del rapporto di lavoro part-time a tempo indeterminato che, teniamo a precisarlo, nessuna normativa di legge ha sino ad oggi deciso di abrogare".