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Politica | 26 agosto 2010, 20:06

Imperia: il Partito Democratico a spada tratta contro il 'Porto Turistico'. In arrivo un libro bianco delle opposizioni

"Oggi si assiste all'ennesimo 'colpo di scena', assolutamente e prematuramente pronosticato da noi, facili Cassandre dell'opposizione consiliare imperiese".

Imperia: il Partito Democratico a spada tratta contro il 'Porto Turistico'. In arrivo un libro bianco delle opposizioni

"Ormai la questione sta assumendo il sapore di una vera e propria farsa. Il porto di Porto Maurizio, definito di volta in volta 'il più bello del mediterraneo', 'il più grande del mediterraneo', 'il più luminescente del mediterraneo', 'visibile dal satellite', 'fiore all'occhiello della città', 'opera pubblica principe', 'opera privata'... si conferma sempre più essere il 'porto delle nebbie'. Capace di portarci all'onore delle cronache nazionali per le plurime inchieste e le molteplici dubbie e peculiarissime procedure autorizzative, di affidamento dei lavori, di gestione degli stessi".

Lo scrive il gruppo del PD di Imperia che prosegue: "E oggi si assiste all'ennesimo 'colpo di scena', assolutamente e prematuramente pronosticato da noi, facili Cassandre dell'opposizione consiliare imperiese. Il direttore dei lavori è stato nominato, e, ben guardandosi dal confrontarsi, come richiesto recentemente da Sindaco e Vicesindaco con roboanti dichiarazioni d'intenti, con il Comune di Imperia, è stato nominato, ('ad interim'?) nella persona dell'Ing. Mariarosa Campitelli, che come apprendiamo, sempre a mezzo stampa, è 'dirigente tecnico dell'Acquamare S.r.l.'. E qui scopriamo una vera innovazione procedurale: il direttore lavori viene nominato direttamente da chi esegue l'opera, con conseguente grande certezza di autonomia della figura professionale. Praticamente incarico tizio di fare un lavoro e metto il dipendente di tizio a controllare tizio in fase di esecuzione. Geniale. Almeno tizio avrà, questo sì, la ragionevole aspettativa che non si verifichino più incresciosi intralci con 'questioni formali', inutili domande di chiarimento, obiezioni, e quant'altro possa offuscare con incredibile danno d'immagine un siffatto progetto ed un così blasonato costruttore. E l'Amministrazione Comunale che farà? Cosa dirà il Sig. Sindaco al Sig. Caltagirone, nel prossimo incontro del 30 agosto? Siamo assolutamente certi che sarà in grado di mostrare incredibili muscoli e di riportare tutto alla piena luce della trasparenza e della completa legittimità, come del resto merita 'il porto più bello del mediterraneo', e questo con l'incisività che ha visto l'Amministrazione schierarsi a difesa del ruolo istituzionale della Commissione di Vigilanza e Collaudo, o con quella mostrata in occasione della revoca di incarico all'Ing. Castellini. E sicuramente chiarirà anche come mai non vi siano ancora le fogne, come apparso dai medesimi articoli di stampa, piccolo dettaglio assolutamente insignificante. E nel frattempo la Porto di Imperia, che dovrebbe essere la vera stazione appaltante, in base alla sua concessione demaniale in essere (è lei che dovrebbe, per il demanio, costruire il porto...) tace. Allora ci spieghino, tutti, cortesemente: chi è la stazione appaltante? Che cosa c'è scritto nel famoso 'contratto di permuta' tra Porto di Imperia e Acquamare, mai registrato e più volte citato, anche nei contratti di cessione dei posti barca ai privati? Perché ci si nega da anni di poter accedere, per verificarne il contenuto, a questo atto di permuta (nuovamente richiesto in forma ufficiale in questi giorni)? Chi ha la responsabilità dei lavori? Chi sono e chi sono state, dall'inizio ad oggi, le imprese che hanno operato in qualità di appaltatori e subappaltatori sul porto turistico? Noi un'idea ce l'abbiamo, da molto tempo, e abbiamo tentato, contro il muro di gomma di un'amministrazione sorda, di convincere, spiegare, argomentare, coinvolgendo terzi che avrebbero dovuto esser realmente terzi, che l'operazione andava gestita diversamente. Doveva esser fatta una gara d'appalto. I beni pubblici come demanio, società pubbliche (vedi Imperia Mare S.p.A.), opere a scomputo, standard, ambiente, territorio meritano maggiore rispetto e non si doveva cercare sempre e comunque, in questo plurimo ruolo del Comune (socio-amministratore delle concessioni – firmatario della convenzione urbanistica – titolare del ruolo di controllo della regolarità urbanistica) la soluzione 'border line'. Oggi abbiamo per le mani un pasticciaccio, e credete, ben poca soddisfazione nel dire 've l'avevamo detto'. Quello che ci preoccupa maggiormente, da amministratori, è che da tutto questo non derivi un danno all'interesse pubblico, in ogni sua forma e specie, e che da tutto questo non derivi anche qualche forma di danno erariale. Che il porto finisca e non rischi  di diventare una mezza incompiuta, per leggerezze e incapacità di chi ha pensato di sapere e potere gestire la regia di un'operazione così vasta senza mantenere alcun ruolo serio di regia e controllo, o senza volerlo esercitare. Il porto lo si poteva e doveva fare, ma non a qualunque costo per la collettività. Noi ci abbiamo provato a dirlo, a suggerirlo, a gridarlo. Nessuno venga a dirci, dopo essere stati accusati di 'esser contro lo sviluppo cittadino', di 'esser contro il futuro della città', che non ci abbiamo provato. Ora è molto tardi, forse troppo. Ma al nostro ruolo non rinunciamo, ora come allora. E' proprio per questo, ed alla luce delle ormai quotidiane sorprese che questa opera ci sta riservando, che in sede di gruppo consiliare si è deliberato di inoltrare alla attenzione della Corte dei Conti, perché sia Lei a dirci se abbiamo ed avevamo torto, un articolato e dettagliato esposto. E speriamo che dal nostro piccolo e poco significante ruolo arrivi un aiuto alla città, e perché no, anche all'attuale amministrazione, per uscire da questa incresciosa situazione di 'empasse'".

Diego David

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