Il gruppo consiliare del Pd voterà contro al regolamento che prevede due diverse aperture della stagione venatoria nella provincia di Imperia. Il regolamento, che verrà votato nella prossima seduta del consiglio prevista per domani sera, prevede, su proposta dell’assessore Bellotti, di differire al 3 di ottobre l’apertura della caccia al cinghiale, ritardando così di due settimane quel tipo di attività venatoria rispetto alla tradizionale apertura del 19 Settembre. A questa doppia apertura il gruppo PD, interpretando il sentimento e le opinioni della stragrande maggioranza dei cacciatori della nostra provincia, si oppone per ragioni di equità e di corretta programmazione delle attività di prevenzione dei danni alle aziende agricole in quanto, con l’apertura unica al 19 di settembre si sarebbe data la possibilità di beneficiare di un eguale trattamento, consentendo a tutti i cacciatori, indiscriminatamente, di svolgere il tipo di caccia desiderato in un regime che si potrebbe definire di “concorrenza leale”.
Con le due aperture differenziate invece si favoriscono chiaramente i cacciatori iscritti alle squadre del cinghiale che faranno l’apertura in concorrenza con gli altri cacciatori al 19 di settembre e che poi faranno un’altra apertura, il 3 di ottobre, riservata a loro in via esclusiva. L’apertura della caccia al cinghiale al 19 di settembre avrebbe contribuito ad allontanare gli ungulati dalle aziende agricole in produzione (soprattutto le quelle viticole ) riducendo sensibilmente i danni che in maniera sempre più pesante questo tipo di selvaggina arreca. Occorre ricordare che la voce danni da cinghiale è la voce più pesante tra le richieste di indennizzo presentate ogni anno dai coltivatori sia per i danni alle produzioni che per quelli alle strutture aziendali. Inoltre dal regolamento proposto dalla maggioranza è stato ritirato un emendamento, presentato in commissione dallo stesso assessore Bellotti e concordato con tutti i gruppi consiliari, che prevedeva, in caso di un possibile contenzioso tra le squadre, di favorire quella composta dal maggior numero di membri residenti nella provincia di Imperia e in grado di dimostrare di aver partecipato, nella passata stagione, ad almeno sette battute di caccia all’interno della zona contestata. Una norma di garanzia e di assoluto buon senso che, evidentemente, a causa delle forti pressioni esercitate in giunta da qualche cacciatore di peso, contrario a questo tipo di regole, è stata inopinatamente ritirata dall’assessore stesso. All’interno della giunta provinciale, anche sulla caccia dunque, pare regnare una discreta dose di confusione.