Un altro lettore che preferisce rimanere anonimo, interviene sulle probematiche nella pista ciclabile
"Sono assolutamente d'accordo con il lettore anonimo (anche io sono anonimo... ma non siamo parenti) che scrive dell'anarchia sulla ciclabile. Sono un ciclista del sabato, sempre in lotta contro l'incipiente pancetta, e devo ammettere che la situazione peggiora di settimana in settimana. Si sente veramente la mancanza di, come dire, un'autorità regolatrice o forse educatrice.
D'altronde la pista ciclabile è situata in un paese chiamato Italia e quindi più di tanto non si può pretendere. Personalmente più che a fare una lista delle varie 'libertà' che ci si prende sulla pista (cani al guinzaglio tiramolla-bimbi in libera uscita-ciclisti appaiati... o tripaiati... mi si passi il neologismo - pedoni coi piedoni sulle corsie sbagliate -) per non dire di una generale maleducazione... a volte anche da parte dei ciclisti, e ancora, una scarsa pulizia e cura, anche delle piante ai bordi del percorso con rami che spesso si spingono verso il centro delle corsie, sarei più interessato di conoscere le eventuali responsabilità legali in cui potrei incorrere in caso di scontro o incidente, con un pedone od un animale, che dovesse generare ferimenti o altri danni.
Probabilmente qualcuno dei tanti avvocati che abbiamo a Sanremo, lettore della Vostra posta, può rispondermi. Credo di conoscere, già, almeno in parte la risposta... forse sarebbe interessante mettere dei cartelli sul percorso con scritte alcune delle norme da rispettare, ed un richiamo appunto ad eventuali responsabilità legali in caso di incidenti.
Come si sà siamo un popolo di indisciplinati... ma molto sensibile ai più cari affetti (leggi portafoglio e conto in banca). Niente di meglio, quindi, che prenderci per... i sentimenti. Educare è troppo difficile, dispendioso, necessita di tempi lunghi... e neanche certi".