Vivo successo del convegno sul tema: 'La cultura materiale della manualità', svoltosi a Imperia il 22 maggio scorso. Un tema raramente trattato dalle istituzioni e dai media, proposto da un piccolo Comune dell’entroterra, Prelà, nel quadro di un progetto integrato, articolato in altre due iniziative: la mostra didattica itinerante sul tema: 'La civiltà delle fasce' e l’erezione di un monumento ai costruttori delle opere in pietra a secco in Liguria.
"Il convegno e la mostra hanno ottenuto il finanziamento della Regione Liguria, classificandosi ai primi posti in un bando emanato nel 2009. Il Sindaco Eliano Brizio ha introdotto i lavori accennando al progetto e presentando i rappresentanti delle istituzioni presenti e i relatori.
Gli interventi iniziali hanno espresso una folta e qualificata rappresentanza sociale: l’On. Giacomo Chiappori, Deputato al Parlamento e Sindaco di Villa Faraldi, Mariano Porro, Vice Presidente del Consiglio Provinciale, Giacomo Raineri, delegato dal Presidente della Provincia, Giovanni Amoretti, delegato dal Sindaco di Imperia, Nello Giannini, delegato del Presidente Nazionale dell’Associazione 'Città dell’Olio', Antonio Fasolo, Presidente provinciale della Coldiretti.
Alla 'Tavola rotonda' sei rappresentanti di istituzioni scientifiche: l’Università degli studi di Genova, Prof. Lauro Magnani; l’Associazione Italiana per le Scienze Etno-Antropologiche (ISAE), Prof. Paolo Giardelli; la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici, Etno-antropolgici della Liguria, Dott.ssa Silvana Vernazza; il Consorzio della Quarantina, il ruralista Dott. Massimo Angelini; l’Istituo di Storia della Cultura Materiale,Dott. Gianluca Pesce.
Il protagonista del confronto tra competenze di elevato profilo scientifico è stato il 'mediapartner' del convegno, Dott. Luigi Leone, Caporedattore Centrale del 'Secolo XIX' il giornale della Liguria, che ha applicato un 'format' oggi di moda: il 'talk show' (discussione coordinata come un direttore d’orchestra, nella quale il pubblico può interloquire).
Il risultato più significativo del dibattito è stato il rovesciamento di ogni pregiudizio negativo sul lavoro manuale ed il riconoscimento del ruolo importante che ha svolto e continuerà a svolgere nella società. La capacità di far bene le cose, piuttosto che 'basta che sian fatte'; privilegiare la cooperazione, piuttosto che la competizione; la creatività e la passione nel lavoro: queste le caratteristiche distintive del lavoro manuale.
E’ auspicabile un cambiamento di indirizzo, nelle istituzioni pubbliche, nella scuola e nelle associazioni delle imprese, verso la riduzione dei privilegi del lavoro intellettuale e verso la creazione di condizioni favorevoli alla libera scelta dei giovani anche al lavoro manuale".
Per approfondimenti, consultare gli atti del convegno (a partire dal 3 giugno p.v.) sul Portale Web Tematico: www.laculturamaterialedellamanualita.org.