Cristina Calvini ci ha scritto per rispondere sui camper presenti a Bussana:
"Vorrei rispondere a titolo personale prima ancora che come componente dell’associazione Pro Bussana al lettore anonimo che il 6 maggio ha commentato il comunicato stampa inviato dalla suddetta Associazione a Sanremo News in merito ai camper che sostavano nel parcheggio a mare di Bussana. Premesso che preferirei rivolgermi a lui/lei conoscendone il nome, preciso quanto segue: nel suddetto comunicato non si faceva distinguo su 'camper sì/camper no' sul territorio di Bussana, bensì si evidenziava un problema dovuto appunto alla sosta di detti mezzi su di un’area che non solo non è attrezzata a servirli (allacci, idrici, elettrici e quant’altro occorra) ma che, a norma di codice della strada, non gli compete in quanto è ben chiaro il divieto di sosta per i camper posizionato all’ingresso del parcheggio. Se qualcuno (e non mi riferisco, per carità, ai camperisti presenti quel giorno) non avesse divelto la sbarra posta all’ingresso e che limita l’altezza a Mt 2,20 probabilmente non si sarebbe neppure posto il problema, in quanto non avrebbero potuto entrare. Come peraltro si è verificato nuovamente nel fine settimana appena passato. Al contrario di quanto lei afferma, mi risulta (di prima mano, in quanto mi trovavo sulla ciclabile) che il maltempo, il 1° di maggio non imperversasse sulla zona in questione, né ho visto schiere di turisti felici attraversare il territorio di Bussana ed apportare il miglioramento economico agli esercizi commerciali bussanesi di cui lei parla. Per quanto concerne il punto della sua mail in cui fa riferimento al Sig. Antonio Sindoni (pur non capendo il perché del riferimento in quanto non fa parte dell’Associazione Pro Bussana che ha emesso la nota stampa) ricordo da quello che ho letto a suo tempo sui giornali che il progetto in primis non fosse sponsorizzato direttamente da lui ma da altra persona, e soprattutto che il luogo dedicato ai camper non fosse il lungomare di Bussana (con la sua già difficile percorribilità in stagione estiva e soprattutto nei fine settimana, come sa bene chi frequenta la zona) ma altra zona sita in Valle Armea. Detta soluzione non era volta solo al posteggio dei camper ed ad accogliere altre strutture turistiche, bensì forniva al territorio una zona attrezzata che poteva essere utilizzata anche (speriamo non succeda mai) dalla protezione Civile in caso di grave emergenza, a cui purtroppo la zona non è nuova. Concludendo, spero di essere riuscita a spiegarle che la 'democraticità urbana' da lei richiamata si applica anche in senso inverso: ovvero il rispetto dei cartelli di divieto, dell’accettare l’opinione altrui (anche se non collima con la nostra) soprattutto quando come in questo caso non era una polemica sterile contro i camper ma piuttosto un richiamo al rispetto di regole e di leggi comuni utili tra l’altro ad una civile convivenza".