“Lavori in corso – Progettiamo il lavoro per i ragazzi diversamente abili”. Così recita il titolo della giornata di festa, prevista per venerdì dalle 10 presso la Casa Famiglia “Il Sorriso” di Varase, nella quale sarà presentato il nuovo progetto avviato dall’associazione di parenti ed amici di portatori di handicap.
SI tratterà, in dettaglio, di quattro laboratori che vedranno coinvolti complessivamente 32 ragazzi diversamente abili di età dai 18 ai 40 anni.
I laboratori riguarderanno ortocoltura ed allevamento, cucina, carta riciclata e decoupage, telelavoro. Tre sono le premesse relative alle difficoltà che si frappongono fra handicap ed occupazione. Al momento attuale la crisi che si attanaglia attualmente il mondo del lavoro finisce per allontanare dal posto di lavoro soprattutto i disabili, spesso ultimi ad essere assunti e primi ad essere licenziati. In una provincia nella quale esistono poche imprese di dimensioni sufficientemente grandi la Legge 68, che stabilisce le quote di disabili da assumere obbligatoriamente, è raramente attuabile.
Lo strumento delle borse lavoro messe a disposizione da Comuni, Regione ed Asl, non portando quasi mai a uno sbocco occupazionale, risolvendosi alla fine in un sostegno assistenziale mascherato. In collaborazione con la Conferenza dei Sindaci, il Distretto Sociale e l’Asl (Unità Operativa Disabilità ed Unità Operativa Psichiatrica, propone un progetto che, già in fase di attuazione e con il finanziamento di Regione e Provincia, entro 3 anni dovrà portare a un lavoro fisso almeno per una parte dei giovani coinvolti. La prima fase prevede laboratori teorico-pratici, già in atto (un anno per telelavoro e carta riciclata; due per coltivazioni e cucina). La seconda fase porterà questi laboratori a divenire forma di lavoro protetto il cui scopo ultimo del progetto sarà quello di creare nei disabili una coscienza precisa del senso del lavoro e, attraverso anche il guadagno, permetta una sempre maggiore autonomia, visto che ai lavoratori sarà conferita una paga mensile, anche come elemento di educazione. La terza fase, in calendario per il 2013, sarà la creazione di una cooperativa di tipo B nella quale possa essere occupata una selezione pari almeno al 40% dei ragazzi originariamente coinvolti.
La cooperativa si occuperà dell’orto, dell’allevamento degli animali e del laboratorio di cucina, che utilizzando gli stessi prodotti dell’orto, potrà proporsi per la fornitura di servizi di ristorazione. Un’ulteriore occupazione potrebbe essere rappresentata dalla gestione di un laghetto di pesca facilitata, sempre a Varase, per la definizione della cui acquisizione sono in corso avanzate trattative. L’idea è in definitiva quella di costruire una “fattoria sociale”. Parallelamente, con il laboratorio di telelavoro si vuole arrivare alla creazione di uno sportello informativo su tematiche europee tramite il quale i ragazzi possano essere utili alla società con un lavoro di ricerca dati, bandi, informazioni a livello europeo, con particolare riferimento alla disabilità.
Già avviato da anni è il laboratorio di carta riciclata che sarà perfezionato ma che ha già commesse di lavoro in atto per i prossimi 6 mesi.
“Il progetto – spiega il presidente della Spes Luciano Codarri – ha un importo di 70 mila euro, ma i costi sono stati coperti dalla Spes solo in minima parte. Per il resto ancora una volta è stata la sensibilità della gente del comprensorio intemelio a provvedere, o in solido, con donazioni, o prestando gratuitamente servizi, donando attrezzature o addirittura tramite la cessione a titolo gratuito di 2000 metri quadrati di terreno, come fatto dalla famiglia Benso. Volgiamo avere la massima trasparenza e venerdì ringrazieremo tutti quanti ci hanno aiutato. Nel 2008, per esempio, il gettito ottenuto dalla Spes tramite i contributi del 5 per mille delle imposte ha superato i 54 mila euro. Vogliamo ringraziare tutti e presentare questo progetto come il modo migliore per passare dall’assistenza alla cittadinanza, accrescendo l’autostima dei disabili e qualificandoli come lavoratori”.
Coordinatore del progetto è Vito Caruso, ex dirigente della Conad, mentre Gino Squizzato è il referente per il laboratorio di ortocoltura ed allevamento. “Molte colture sono già state messe a dimora – afferma Squizzato – e il numero di animali sta rapidamente crescendo. Abbiamo galline, capre, conigli e colombi; appena svezzato arriverà anche un asino. Gli animali non saranno macellati perché, anziché che l’aspetto nutritivo, sarà privilegiato il rapporto tra disabile e animale, un rapporto che frena l’aggressività ed accresce l’affettività, risolvendo spesso i problemi relazionali”. La giornata di venerdì prevede, per la mattinata, dimostrazioni di ippoterapia, gite a cavallo e giochi. Alle 12 inaugurazione dei laboratori di ortocoltura-allevamento e cucina e dimostrazione delle capacità acquisite dai partecipanti al corso di computer. Alle 12,30 buffet e grigliata, con prodotti del laboratorio di cucina. Alle 14 concerto della Spes Band.