Attualità - 18 marzo 2010, 14:33

Le immagini della Zarina in esclusiva per Sanremo News

In vista dell'inagurazione di domani del busto della zarina Marija Aleksandrovna riproponiamo la notizia già pubblicata a dicembre a firma di Claudio Porchia.

 

"La passeggiata più famosa di Sanremo, forse di tutta la Riviera, è quella dell'Imperatrice, da cui si vede il mare con le sue spiagge ed è ornata da splendide palme. La passeggiata presenta al fondo un piccolo giardino con alcune aiuole, dove si trovano la statua della “Primavera”, che compare spesso nelle foto dei turisti, ed un monumento dedicato a Giuseppe Garibaldi con lo sguardo rivolto al mare.

 

Non ci sono tracce dell’Imperatrice, ed ai turisti niente e nessuno spiega chi fosse la sovrana venuta dall’Est, che ha dato il nome alla passeggiata. Per scoprirne la storia, dobbiamo tornare indietro nel tempo, alla seconda metà del 1800, quando l'allora imperatrice di Russia, Maria Alexandrovna, entusiasta del suo soggiorno in città, donò alla città la somma necessaria per acquistare la lunga fila di palme. Non ci sono foto dell’epoca, ma Alfredo, oggi, mi ha fatto trovare sotto l’albero di Natale alcune immagini inedite e rielaborate della Zarina che pubblichiamo in esclusiva ed assoluta anteprima. Da tempo le conservava nel suo archivio con l’intenzione di regalarle ai suoi lettori ed amici proprio in occasione delle feste di fine anno.

 

Sono icone che ci permettono di dare un volto all’imperatrice e rivedere Sanremo come si presentava in quegli anni, quando si avviava a conquistare la fama di località di soggiorno prestigioso, battendo la concorrenza di famose città francesi della costa azzurra, grazie al suo clima particolarmente mite e la straordinaria bellezza del paesaggio naturale. Massimiliana Guglielmina Maria d'Assia (nata a Darmstadt, 8 agosto 1824 e morta a San Pietroburgo l’8 giugno 1880) è stata imperatrice di Russia. Nata principessa nel Granducato d'Assia, figlia del Granduca Luigi II assunse il nome di Maria Aleksandrovna, quando divenne imperatrice di Russia e consorte dello Zar Alessandro II. Sulla sua nascita pende un pettegolezzo che ha circolato a lungo fra i perbenisti a tempo pieno delle corti europee; se il Gran Duca Luigi II di Hesse e del Reno fosse effettivamente suo padre biologico o se la madre Wilhelmina di Bade l'avesse concepita tradendolo con un blasonato gigolò dell’epoca, il Barone Grancy.

 

Forse è questa la ragione per la quale il nome della futura Zarina venne accuratamente epurato dalle liste che solevano scambiarsi, con agghiacciante disinvoltura, le corti europee del tempo: elenchi in cui venivano propagandati i nomi delle principesse tedesche nubili, lanciate sul mercato dei matrimoni di interesse dinastico.

Nonostante queste controindicazioni, nel 1838 lo zar Alessandro, impegnato in un tour europeo per cercare una di moglie di rango, incontrò l’allora quattordicenne Maria e se ne innamorò in modo irreparabile. Concluse in pochi giorni le complicate trattative di fidanzamento e tre anni più tardi, il 16 aprile del 1841, la sposò in grande pompa davanti a tutti i maggiori regnanti delle poca, vincendo le forti obiezioni dell'imperatrice madre Aleksandra Fedorovna.

 

L'ambiente della corte russa si dimostrò subito difficile, a volte ostico per la giovanissima neozarina, soprattutto perché le veniva rimproverato il carattere timido e riservato, che veniva scambiato per alterigia, ed era giudicata inelegante e poco propensa a partecipare a banchetti e feste. Maria Aleksandrovna cominciò a soffrire di febbri ricorrenti provocate dal clima inospitale di San Pietroburgo e la sua debole fibra fu progressivamente compromessa anche in conseguenza di gravidanze a ripetizione (diede alla luce otto figli). Nel 1855 il marito Alessandro divenne imperatore e per Maria aumentarono gli obblighi di corte, che fu costretta a sopportare anche nei periodi di maggior sofferenza. Le sue condizioni precarie la costrinsero a pellegrinare presso molti centri clinici europei in cerca di una guarigione definitiva. Grazie all'azione di promozione attuata dalla contessa Adele Roverizio di Roccasterone, in questo itinerario si inserisce anche il suo soggiorno sanremese all’Hotel de Nice nella sua prima sede affacciata su Corso Garibaldi.

 

Nella nostra città arrivò in treno, accolta alla stazione dal Principe Amedeo di Savoia, dalle autorità cittadine e seguita per tutto il suo percorso da una immensa folla festante di sanremesi e di ospiti stranieri. Cominciava l’inverno del 1874 e per tutto il periodo in cui si trattenne sino alla primavera successiva, l’imperatrice visse un soggiorno riservato assieme ad una piccola corte di amici, fra i quali il poeta e commediografo Alexis Konstantinovitch Tolstoj, cugino del più famoso Leone Tolstoj.

Dalla fitta corrispondenza che questo letterato si scambiò con gli amici rimasti a San Pietroburgo è stato possibile ricreare l’atmosfera di quel periodo e conoscere le consuetudini dei connazionali in vacanza a Sanremo. La colonia dei russi in quegli anni raggiunse una consistenza notevole tanto da provocare l’apertura di un bagno, di una farmacia e di un panificio russi e quarant’anni più tardi la Chiesa ortodossa tuttora in attività.

L’inverno della Zarina trascorse con riposanti passeggiate a piedi lungo le due promenade cittadine e visite in carrozza nelle località più pittoresche dell’entroterra. Si recò anche a visitare Bussana ancora indenne dal terremoto che l’avrebbe distrutta pochi anni più tardi.

 

Prima del suo ritorno alla reggia di San Pietroburgo volle comunicare alle autorità cittadine la sua intenzione di lasciare un segno tangibile di ringraziamento per il suo soggiorno a Sanremo e per questo motivo si propose per l’acquisto delle palme in fregio alla nascente passeggiata che da allora porta il suo nome, salvo un breve periodo in cui, sgarbatamente, gli amministratori pro tempore ne cambiarono il nome dedicandola al Presidente americano Wilson.

Sappiamo che c’è oggi la possibilità di collocare all’interno della passeggiata un busto dedicato all’Imperatrice grazie all’interessamento di enti culturali ed autorità istituzionali di San Pietroburgo e della precedente amministrazione. Speriamo che anche la nuova amministrazione voglia e sappia rapidamente portare a termine questo progetto perché sarebbe un giusto riconoscimento alla Zarina, un efficace ricordo di quei momenti felici della città e forse anche un piccolo richiamo per i turisti russi a spasso per l’Europa. In attesa del busto, godetevi le immagini di Alfredo".

Claudio Porchia