Al Direttore - 18 marzo 2010, 13:19

Sanremo: ciclabile e parcheggi, il parere di Gianni Salesi

Gianni Salesi, ex componente del consiglio d'amministrazione di Area 24, interviene nel dibattito sulla pista ciclabile e sul parcheggio antistante la ex stazione ferroviaria.

 

"La lettera di E.B. dimostra quanto distanti siamo da un qualcosa che si possa definire 'disegno condiviso della città' con dei valori e delle scelte che non siano solo il posteggiare gratis.

 

Il livello di conoscenza dei problemi è ancora troppo criptico e rinchiuso all’interno di piccoli gruppi di opinione, mentre invece dovrebbe trovare una platea più ampia e con più interlocutori, non solo di natura politica, ma culturale nel senso più ampio del termine.

 

Il lettore dimostra poi poca attenzione, riferendo 'Ho letto perfino su un giornale locale che la costruzione di un futuribile parcheggio..'. E’ noto a molti, se non tutti quelli si interessano della cosa pubblica, che il progetto, totalmente a carico di AREA 24, voluto dall’Amministrazione 'Borea' e confermato dall’Amministrazione 'Zoccarato', e oggetto di Convenzione tra i due enti, è alla fase definitiva e in dirittura d’arrivo per quanto riguarda le autorizzazioni rappresenta, con la sistemazione a parco della superficie in copertura e con la riqualificazione delle spiagge sottostanti, l’intervento più importante che la città di Sanremo ha in progetto per i prossimi 10 anni.

 

Il dibattito sulla Pista Ciclabile, poi, che interessa tutta la città ed il suo futuro, e quindi anche la qualità della nostra vita e dei nostri figli, deve mettere a fuoco il tema di come è stata realizzata e perché, quali i fini complessivi e non fermarsi ad aspetti superficiali rinunciando ad una visione d’insieme.

Oggi ci si accontenta del poco e si persegue il niente, non si approfondiscono i temi e spesso, riassumendo, si percorrono strade che, a ben vedere, partono da lontano e sono un limite storico e culturale di questa città che si chiama 'conservazione', dove non si intraprende nel privato e nel pubblico, nulla si fa e ogni cambiamento è comunque negativo, e chi fa sbaglia.

 

Esemplifico per chiarezza alcuni di questi aspetti.

 

- 'questa città non può sopportare che via Matteotti diventi pedonale'...

- 'i commercianti sono contro le pedonalizzazioni... sempre'

- 'anzi.. siamo d’accordo, ma dopo che sarà completata l’Aurelia bis (nel 2030), dopo che saranno realizzati i parcheggi di P.zza Eroi, di P. di Nave, e altri che non so, dopo, dopo, dopo che... quindi MAI'

- 'via Martiri deve rimanere un doppio senso.. anche con posteggi in doppia fila, e anche C.so Garibaldi'

- 'la pista ciclabile non serve a niente.. i Sanremesi non andranno mai in bicicletta .. non siamo mica a Bologna... meglio una strada di scorrimento... oppure con un filobus di cristallo'

- 'i parcheggi a pagamento sono un affronto.. devono essere liberi.. e così anche il posteggio selvaggio in seconda fila..'

- 'devo usare sempre la macchina o il motorino e LASCIARLI, non posteggiarli, dove voglio e dove devo andare, ma proprio davanti..'

- 'la pista ciclo-pedonale lungo C.so T. Trieste è stata un errore”, “la città ha bisogno di un’alternativa alla viabilità di scorrimento.. ecc..'

- 'sono stati eliminati parcheggi per far posto ad un inutile tracciato della Pista ciclabile..'

- 'sono stati soldi spesi male...'

 

Ci sarebbe molto da dire ma mi limito, per ora, ad alcune mie considerazioni sul tema della pista ciclabile, anche per informare interlocutori che spesso ignorano i problemi o che ne vedono solo alcuni aspetti.

 

Non vorrei sembrare di prenderla alla larga ma, guardare il tratto di pista ciclo-pedonale insistente sulla Trento Trieste senza un quadro di riferimento più generale, è molto riduttivo e qui di seguito vorrei spiegare:

 

La pista ciclabile nasce come progetto unitario di valenza intercomunale e la Regione Liguria ha giustamente voluto il mantenimento della sua continuità, anche a scapito di evidenti interessi locali che puntavano a destinare altrimenti il tracciato.

 

Il progetto, redatto da professionisti qualificati esterni alla provincia, non ha comunque affrontato alcune tematiche locali sopratutto in una realtà complessa come Sanremo, non ponendosi il tema del raccordo costa mare e semplicemente riproponendo la pista sulla sede dell’ex ferrovia.

 

Quando dal progetto di massima si è passati al progetto definitivo, l’Amministrazione 'Borea Sindaco' ha posto in evidenza il tema del fronte mare, (il famoso Water Front) e con la Regione Liguria ha affrontato il tema, io credo fondamentale per una città turistica del rapporto città/mare riappropriandosi di una costa per gran parte abbandonata, degradata e utilizzata per anni come scarico di tutte quelle destinazioni non contenibili nella città.

 

Faccio un esempio: il depuratore a Capo Verde, la discarica di inerti a Pian di Poma ed il suo successivo utilizzo di bassa qualità, l’area di Pian di Nave, lungomare Calvino e P.zza C. Dapporto destinati a parcheggio di auto e corriere e camper, il Porto Vecchio con cantieri navali di nessuna qualità e degradanti l’ambiente, la privatizzazione dei pontili e l’abbandono sostanziale delle spiagge.

 

A queste cose il progetto del Water Front voleva dare risposta con una progettazione integrata dove la pista ciclabile diventava elemento qualificante e trainante.

 

In questo quadro il tracciato sull’ex sedime ferroviario nell’area centrale della città diventava secondario e poteva svolgere funzioni diverse e alternative integrando per esempio la viabilità urbana, mentre il tracciato definitivo è, e deve essere, quello sul mare collegando il Morgana con l’Imperatrice.

 

La pista ciclabile, così come progettata, attraversa e riqualifica in successione il Porto Vecchio, la zona dei Baretti, Santa Tecla, Pian di Nave, e, con il progetto del parcheggio interrato sottostante il lungomare Italo Calvino, si interviene con una sistemazione a piazza ed a parco, oltre a riqualificare le spiagge antistanti in una delle aree critiche della città frontistante il Casinò ed i grandi alberghi.

 

Considerando che gran parte degli interventi di riqualificazione sopra descritti non erano specifici della Pista ciclabile, la Regione Liguria con Burlando Presidente, oltre al cofinanziamento della Pista Ciclabile ha successivamente previsto specifici finanziamenti su fondi FAS su un progetto denominato “Pigna Mare” per gli interventi collaterali.

 

Il Comune di Sanremo ed Area 24 hanno poi definito con apposita Convenzione, regolarmente approvata dal Consiglio Comunale, i loro rapporti in merito alle aree, che, in Sanremo, sono rimaste in proprietà al comune e date in Concessione trentennale ad Area 24.

 

In tale Convenzione si chiarisce che Area 24 avrà in concessione, oltre che all’ex sedime, anche C.so T. Trieste/P.zza Dapporto allo scopo, come sopra descritto, di realizzare la Pista Ciclabile tutta sul fronte mare.

 

Sempre in convenzione si precisa che inizialmente, anche e solo per mantenere la continuità del tracciato durante gli interventi sul fronte mare, sarà realizzato provvisoriamente come pista ciclabile anche il tratto sull’ex sedime (C.so O. Raimondo/via N. Bixio) con l’impegno di effettuare una verifica, circa la effettiva funzionalità del nuovo percorso, e quindi successivamente restituire al Comune l’ex sedime ferroviario per destinarlo ad altri utilizzi, quali integrazione alla viabilità o altro.

 

E’ evidente che quanto oggi eseguito è solo una parte del progetto e sarà pienamente operativo quando, e se, la nuova Amministrazione opererà in continuità con gli atti ed i progetti già definiti restituendo alla città un fronte mare che prevede, oltre alla pista ciclabile, una grande passeggiata pedonale sopra le cabine del Morgana, Bagni Italia e Lido, la pedonalizzazione del Porto Vecchio fino all’Imperatrice, la ristrutturazione e riposizionamento, con un progetto di qualità, dei Baretti e con la realizzazione di un parcheggio interrato da 900 posti auto con soprastante parco e piazza antistante la Vecchia Stazione recuperata a fini turistico espositivi.

 

Questa è la scommessa con il futuro per la città e non credo che rimpiangere 30 o 50 posti auto o qualche posteggio di motorini o peggio piegarsi agli interessi particolare di qualche potente o amico degli amici valga la rinuncia ad un disegno di alto profilo che, per la prima volta dal sindaco Agosti, la città si è dato.

 

Ho volutamente trascurato il tema della viabilità, dei parcheggi e dei trasporti, che necessariamente si lega a quanto sopra esposto in un ridisegno complessivo della città che, ovviamente, non inizia e finisce con la Pista Ciclabile, lasciando spazio ad un altro intervento dove queste tematiche possono essere svolte con il dovuto spazio ed approfondimento".

Redazione