Politica - 29 gennaio 2010, 18:21

San Bartolomeo: mezzi pesanti, interviene l'opposizione

"Le strade del comprensorio dianese, su per Capo Berta fino a Imperia, sono rivestite da uno strato spesso di sporcizia che ha il colore e la consistenza del cemento (impastato). A San Bartolomeo al Mare il problema raggiunge l’apice e la crosta di materiale misterioso riveste tutto quanto si affaccia sulle strade principali di monocromatica tristezza. Il fondo stradale, i marciapiedi, le facciate delle case, i muri di cinta, piante alberi e siepi, recinzioni e cancelli, finestre e portoncini, auto e moto, lampioni e segnali stradali sono diventati grigi come se fossero stati immersi in un enorme cementificio".

 

Lo scrivono i Consiglieri Comunali di San Bartolomeo al Mare, che proseguono: "Oggi dovremmo chiedere ai signori che depositano montagne di materiale polveroso in 'Valle Chiappa', transitando ogni giorno con decine di camion sulle strade di San Bartolomeo, di lavare e ridipingere la nostra città. Ci aspettiamo provvedimenti del Sindaco che impongano a 'lor signori' di ripulire. Ci aspettiamo di vederli, la spugna in una mano e nell’altra il secchio pieno di acqua e sapone, lavare e strofinare muri finestre cancelli fiori foglie cassonetti auto biciclette selciati asfalto... fino a ridare colore alla nostra città. Purtroppo, il rischio vero è che nessuno verrà a ripulire. Proviamo a capire perché. La cittadinanza sembra scoprire adesso che la discarica di materiali inerti potrebbe darci qualche problema se manca l’impegno dell’Amministrazione Comunale ad esercitare funzioni di controllo attento e puntuale. La cittadinanza forse ancora non sa che la discarica 'Ferrovial' di Valle Chiappa è preceduta da un 'non luogo' nel quale vengono stoccati quantitativi enormi di materiale inerte in assenza di quelle prescrizioni di limitazioni, di sicurezza e di impegni risarcitori normalmente previsti negli atti di autorizzazione di una discarica 'ufficiale'. Ma il 'non luogo' non è discarica : quindi non serve autorizzazione e non ci sono obblighi da rispettare e oneri da pagare! Forse pochi sanno che moltissima parte del materiale oggi depositato in Valle Chiappa è, appunto, abbancato nel 'non luogo', fuori dal sito di discarica vero e proprio. Infatti non si distinguono più né delimitazioni né quote. I cittadini forse ignorano anche altri fatti. Nel 2004 l’Amministrazione Ragni appena insediata si ritrovò di fronte l’imminente apertura dei cantieri per la costruzione della nuova linea ferroviaria e decise, tra i primissimi atti adottati, di buttare a mare l’accordo di programma per la sottoscrizione del quale l’Amministrazione Comunale precedente si era faticosamente impegnata, uno strumento che dava forza ai Comuni interessati per definire condizioni a tutela dell’incolumità delle persone, della salvaguardia delle cose e dei luoghi, del risarcimento di danni, consentendo al Comune di San Bartolomeo al Mare di trattare con ITALFERR e FERROVIAL l’osservanza di misure cautelative nella lunga fase di gestione dei cantieri e del conseguente transito di automezzi pesanti sporchi e rumorosi sulle strade cittadine, da e per l’autostrada, da e per la discarica. Adesso chi dovremo chiamare a rassettare San Bartolomeo? Scrutando attentamente sotto la crosta grigia riusciremo a conoscere meglio i risvolti (sono tanti e sono molto appetibili) di una vicenda lunga e complicata. Proveremo a capirla un po’ alla volta, a puntate".

Carlo Alessi