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POLITICA | giovedì 04 febbraio 2016, 18:17

Ventimiglia: caso del peschereccio "Mina". L'interrogazione in Parlamento di Luca Pastorino (Possibile). Il Governo conferma le scuse della Francia

Il Parlamentare ligure chiede quali misure intenda adottare il Governo affinché episodi simili non si ripetano

Il caso del peschereccio "Mina", sequestrato dalle autorità francesi, per diversi giorni, con l'accusa di aver varcato i confini senza autorizzazioni, torna in Parlamento attraverso l'interrogazione presentata dal Parlamentare di Possibile Luca Pastorino in Commissione Esteri alla Camera dei Deputati.

Pastorino, nell'interrogazione, tenendo conto degli sviluppi del caso, che hanno portato al dissequestro e alle scuse da parte della Capitaneria di porto francese, chiede al Governo se non sia il caso di rivedere l'accordo firmato tra Italia e Francia lo scorso 21 marzo, che riguarda la modifica dei confini tra i due Paesi. Secondo il nuovo accordo, infatti il Mina si sarebbe trovato in acque francesi, a oggi però l'accordo, come confermato nella risposta all'interrogazione, dal neo Sottosegretario di Stato al Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, Enzo Amendola, non è ancora in vigore, ma lo è la convenzione per la delimitazione delle zone di pesca nella baia di Mentone del 18 giugno 1892. Quando l'accordo del 2015 sarà in vigore, la preoccupazione del Parlamentare ligure è che "penalizzerebbe in modo serio le attività economiche locali basate sulla pesca al gamberone sanremese", tra queste il peschereccio Mina.

Amendola, confermando le scuse delle autorità francesi, che parlano di "deprecabile errore", difende l'accordo perché "risponde alla necessità di stabilire confini certi alla crescente proiezione di entrambi i Paesi sulle porzioni di mare ad essi prospicienti e alla luce delle sopravvenute norme della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS, 1982). Se si esclude la citata Convenzione del 1892, l'accordo del 2015 colmerebbe un significativo vuoto giuridico, avendo portata generale e riguardando 'i mari territoriali, la piattaforma continentale e le acque sotto la giurisdizione' delle parti".

Il Sottosegretario, tuttavia termina specificando che "al momento sono in corso approfondimenti di parte delle Amministrazioni competenti al termine dei quali sarà effettuata una valutazione globale sull'accordo del 2015, anche ai fini dell'eventuale avvio della procedura di ratifica parlamentare".

L'interrogazione

"Premesso che: 

Il peschereccio 'Mina', specializzato nella pesca al gamberone sanremese, è stato sequestrato dalla Guardia costiera francese per il presunto sconfinamento nelle acque della Repubblica transalpina; ha quindi dovuto versare una cauzione di 8.300 euro per poter rientrare nel proprio porto.

Da successivi accertamenti delle Autorità nazionali, risulta invece che il peschereccio si trovasse entro gli attuali confini dell'Italia. Infatti, lo sconfinamento si sarebbe realizzato sulla base dei nuovi confini delimitati dall'accordo bilaterale del 21-III-2015; ma poiché tale accordo non è ancora vigente - manca infatti l'autorizzazione alla ratifica da parte del Parlamento italiano - le azioni delle Autorità francesi non trovano base legale.

La modifica del confine nel Mar Ligure occidentale penalizzerebbe in modo serio le attività economiche locali basate sulla pesca al gamberone sanremese.

Per sapere dal Presidente del Consiglio e dal Ministro interrogati:

Come intendano, confermata l'illegittimità delle azioni delle Autorità francesi, agire con urgenza per garantire adeguata tutela alla Mina e gli altri pescherecci della zona, sia in sede europea sia attraverso gli opportuni canali bilaterali;

Se siano a conoscenza del grave danno economico che la variazione del confine nel Mar Ligure occidentale rischia di causare alle locali attività della pesca al gamberone sanremese e, di conseguenza, non intendano rinunciare alla ratifica dell'accordo oppure, volendo confermare l'intenzione di ratificare l'accordo, abbiano concepito e intendano dispiegare diverse misure di protezione delle citate attività economiche, anche tramite gli opportuni accordi bilaterali con la Francia".

La risposta:

"Vorrei confermare che la Farnesina si è immediatamente attivata a seguito del sequestro del 'Mina', sia attraverso le competenti Rappresentanze all'estero (Ambasciata d'Italia a Parigi e Consolato Generale di Nizza) sia a livello centrale. Non appena ottenuta conferma da parte del Comando Generale delle Capitanerie di Porto e della Marina Militare, il Ministro Gentiloni ha disposto che fosse sollevata formalmente nei confronti della Francia la questione della giurisdizione marittima sul punto di fermo e sequestro (essendo avvenuto in una zona di pesca italiana), ottenendo per le vie ufficiali dalle Autorità francesi l'ammissione di un 'deprecabile errore' di competenza territoriale e le loro scuse formali.

Quanto all'Accordo sulla delimitazione delle aree marittime di rispettiva giurisdizione tra la Francia e l'Italia, firmato il 21 marzo 2015 a Caen, com'è stato già osservato, detto accordo non è ancora in vigore e non è quindi applicabile nel caso in questione. L'unico strumento pattizio rilevante nel caso di specie è la Convezione tra Italia e Francia per la delimitazione delle zone di pesca nella baia di Mentone del 18 giugno 1892, che ha tra l'altro valore esclusivamente consuetudinario in quanto è sempre applicata pur non essendo mai stata ratificata.

Vorrei inoltre aggiungere che l'accordo firmato a Caen, frutto di un negoziato avviato nel 2006 e terminato nel 2012, risponde alla necessità di stabilire confini certi alla crescente proiezione di entrambi i Paesi sulle porzioni di mare ad essi prospicienti e alla luce delle sopravvenute norme della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS, 1982). Se si esclude la citata Convenzione del 1892, l'accordo del 2015 colmerebbe un significativo vuoto giuridico, avendo portata generale e riguardando 'i mari territoriali, la piattaforma continentale e le acque sotto la giurisdizione' delle Parti.

Da parte italiana, al negoziato hanno partecipato, ognuno per la propria parte di competenza specifica, i ministeri dell'Ambiente per gli aspetti di protezione ambientale, della Difesa per gli aspetti di sicurezza, dello Sviluppo economico per la piattaforma continentale, delle Infrastrutture e Trasporti per gli aspetti di navigazione marittima, delle Politiche agricole per le questioni legate alla pesca e dei Beni culturali per gli aspetti di protezione di tali beni.

Solo come punto difensivo di fronte ad eventuali ulteriori richieste di precisazione da parte degli Onorevoli Interroganti: Infine, desidero segnalare che al momento sono in corso approfondimenti di parte delle Amministrazioni competenti al termine dei quali sarà effettuata una valutazione globale sull'accordo del 2015, anche ai fini dell'eventuale avvio della procedura di ratifica parlamentare".

Francesco Li Noce

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