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POLITICA | venerdì 19 febbraio 2016, 12:06

Rt, M5S “Una boccata d’ossigeno per i bus a idrogeno: le strane alchimie che rischiano di far esplodere il trasporto pubblico”

“La storia è iniziata almeno sette anni fa, quando Riviera Trasporti rilevò per 1,5 milioni di euro (o almeno così si diceva fino a un anno fa) un’improponibile area da adibire a distributore di idrogeno in valle Armea".

“Et voilà… Un altro milione di euro messo sul piatto! Una presunta boccata d’ossigeno che, miscelata all’idrogeno dei bus, rischia di scatenare una reazione esplosiva. Non bisogna essere né numerologi, né brillanti alchimisti o chimici navigati per rendersi conto che qualcosa non torna nella partita infinita di RT Imperia”.

Interviene così Marco De Ferrari, portavoce MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria, che prosegue: “La storia è iniziata almeno sette anni fa, quando Riviera Trasporti rilevò per 1,5 milioni di euro (o almeno così si diceva fino a un anno fa) un’improponibile area da adibire a distributore di idrogeno in valle Armea. Una zona accessibile solo per mezzo di una strettissima e angusta strada, tra muraglioni e case, rimasta abbandonata a se stessa, tra mille sterpaglie e totalmente da riqualificare (ci passava persino un gasdotto) dove nulla è stato mai avviato. Almeno fino a ieri, quando è arrivata la notizia, annunciata come una ‘boccata d’ossigeno’, di un altro milione di euro stanziato da Fondazione Carige per rilevare (di nuovo??) quel terreno inservibile e abbandonato. Siamo alle comiche finali! Quell'area non è altro che il simbolo di un progetto fallimentare, costato già oltre 12 milioni, voluto già dalla prima Giunta Burlando e portato avanti senza sussulti da Toti & C. Il tutto mentre, tra dicembre e gennaio, due dei cinque bus sono tornati al mittente. Al di là dei numeri, usati come arma di distrazione di massa, su questo progetto si addensano ancora troppe nubi e urge al più presto chiarezza. Ad esempio l'Europa avrebbe dovuto contribuire per 5 milioni, mentre ad oggi, a quanto pare, non ha ancora versato un euro”.

“E ancora una volta – termina De Ferrari - gli abbagli alchemici e i miraggi connessi alle nuove tecnologie riempiono pagine e titoli di giornale, restano nel silenzio mediatico quelli che invece meriterebbero ogni giorno un titolo in prima pagina: i 300 lavoratori di RT che rischiano di non vedere mai arrivare gli arretrati dovuti in busta paga; ma anche i cittadini imperiesi, che, alle usurate fermate con tanto di orari attaccati con lo scotch, rischiano di non veder mai passare nuovi bus, né a idrogeno, né a trazione tradizionale. Lavoratori e utenti che, oltretutto, rischiano ogni giorno la propria incolumità a bordo dei mezzi pubblici più vecchi e usurati d’Europa. Ottenuta la convocazione della Commissione su RT per giovedì prossimo in presenza dell’assessore Berrino. E da lui pretendiamo di ricevere, insieme a tutti i cittadini imperiesi, risposte concrete. Non esperimenti da alchimista”.

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