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POLITICA | venerdì 15 gennaio 2016, 07:11

Imperia: progetto di riqualificazione dell'ex Sairo. Giuseppe Fossati prepara un esposto alla Corte dei Conti

"Credo che, al di là dell'aspetto architettonico, ci siano problemi tecnici relativi al pagamento degli oneri di urbanizzazione"

Il Capogruppo di Imperia Riparte in Consiglio Comunale Giuseppe Fossati prepara un esposto alla Corte dei Conti relativo alla vicenda della riqualificazione dell’area ex Sairo, il progetto di cui lo scorso 17 dicembre il Consiglio Comunale ne ha riconosciuto l’interesse pubblico.

Nel dettaglio, l’opera è stata presentata come a costo zero per il Comune di Imperia e vede la collaborazione di Imperia Sviluppo, società controllata a maggioranza dalla famiglia Carli che, secondo quanto dichiarato dal Sindaco Carlo Capacci alla presentazione, “dovrà sobbarcarsi i rischi di impresa e i costi, quantificati in circa 11 milioni di euro, senza averne un reale tornaconto economico. Il finanziamento dell'area, tuttavia, sarà dato dalla vendita dei diciannove appartamenti e del locale commerciale da 115mq che sorgeranno nell'ambito della realizzazione dell'opera. La convenzione stipulata da Comune di Imperia e Imperia Sviluppo, obbliga tuttavia quest'ultima a portare a termine l'opera indipendentemente dal ritorno economico, entro i due anni previsti”.

Fossati vuole però vederci chiaro, soprattutto relativamente ai costi dell’impresa. 

Ho chiesto la documentazione della delibera, - spiega - che mi è stata mandata da pochi giorni e il verbale del Consiglio, che comprende il quesito posto al Segretario Generale Rosa Puglia, che devo ancora ricevere. Credo che, al di là dell'aspetto architettonico, ci siano problemi tecnici relativi al pagamento degli oneri di urbanizzazione che, secondo la delibera non devono essere pagati perché dichiarano che al momento della stipula del contratto, era stato dato, a tale titolo, l'immobile storico della Sairo, ma non è così. Nella precedente operazione immobiliare, l'edificio era stato dato a titolo di opere, non di oneri, e non è la stessa cosa e il fatto che non abbiano dato attuazione all'operazione non vuol dire niente, perché il palazzo è di proprietà del Comune e non possono scontarlo un'altra volta”. 

Inoltre, Fossati, in merito alla concessione trentennale gratuita dell’immobile dell’imprenditore, che dovrà comunque ristrutturarlo e realizzare una palestra, aggiunge: “se il Comune decide di dare lo stabile in concessione trentennale in cambio della ristrutturazione, deve fare una gara, e questo non è accaduto. Chiederò di verificare se c’è un danno erariale, perché secondo me o hanno preso una cantonata o qualcuno ha voluto fare il furbo”. 

Francesco Li Noce

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