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POLITICA | sabato 05 marzo 2016, 14:07

Imperia: Possibile, Comitato Felice Cascione interviene sul referendum del prossimo 17 aprile sulle trivelle

"Cercare le ultime quattro gocce di petrolio nel nostro Paese è un esercizio poco utile e dannoso. In primo luogo perché è poco, appunto. Se estraessimo tutto il petrolio e tutto il metano che si trova sul nostro territorio, questo basterebbe per coprire il fabbisogno energetico italiano per poco più di un anno."

Il referendum del prossimo 17 aprile è stato promosso da nove regioni italiane ed ha visto in prima linea molte realtà, tra cui Possibile.
"Il 17 Aprile - spiegano -  andremo a votare per abrogare la parte delll’articolo 6, comma 17 del decreto legislativo 152 del 2006, il cosiddetto codice dell’ambiente, il quale stabilisce che “ai fini di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, all'interno del perimetro delle aree marine e costiere a qualsiasi titolo protette per scopi di tutela ambientale, in virtù di leggi nazionali, regionali o in attuazione di atti e convenzioni internazionali sono vietate le attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare”.
"Il quesito propone di abrogare una frase dell’articolo che recita: “I titoli abilitativi già rilasciati sono fatti salvi per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”, che permette di continuare a sfruttare il giacimento finché ci sarà gas o petrolio e non finché scadrà la concessione.

Il quesito referendario sarà così posto: “Volete che, quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se c’è ancora gas o petrolio?”. Sono materia di referendum solo le trivellazioni già in atto entro le 12 miglia dalla costa.

Nel caso in cui vincesse il SÌ - proseguono - non sarà possibile continuare a sfruttare i giacimenti petroliferi dopo la scadenza delle concessioni entro le 12 miglia. Se vincerà il NO nessuna frase della legge verrà abrogata e tutto rimarrà uguale. Tutto ciò comunque esclude la terra ferra e le trivellazione oltre le 12 miglia nautiche. A seconda dell'esito daremo un forte segnale della nostra volontà di passare ad un sistema di approvvigionamento energetico rinnovabile.

Cercare le ultime quattro gocce di petrolio nel nostro Paese è un esercizio poco utile e dannoso. In primo luogo perché è poco, appunto. Se estraessimo tutto il petrolio e tutto il metano che si trova sul nostro territorio, questo basterebbe per coprire il fabbisogno energetico italiano per poco più di un anno."

C.S.

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