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POLITICA | lunedì 11 gennaio 2016, 08:39

Imperia: no alla chiusura di Ostetricia, promossa una petizione on line ed una serie di gruppi sui 'social network'

Nella missiva i promotori chiedono al Direttore Generale ed al presidente della Regione, di verificare l’effettiva commisurazione al contenimento della spesa pubblica comparando gli investimenti già effettuati nell’Ospedale di Imperia e i costi per il costruendo punto nascite provinciale di Sanremo.

Una petizione ed un gruppo su Facebook, per chiedere all’Asl di mantenere in attività il reparto di Ostetricia dell’Ospedale del di Imperia potenziandone, se necessario, i livelli di qualità.

I promotori dell’iniziativa hanno lanciato la petizione sul sito change.org ed hanno inviato una lettera con la relativa sottoscrizione dei primi firmatari, al Direttore Generale dell’Asl 1 Imperiese, Mario Cotellessa ed al Governatore della Regione, Giovanni Toti.

Nella missiva i promotori chiedono al Direttore Generale ed al presidente della Regione, di verificare l’effettiva commisurazione al contenimento della spesa pubblica comparando gli investimenti già effettuati nell’Ospedale di Imperia e i costi per il costruendo punto nascite provinciale di Sanremo. Ma anche la rispondenza tra le esigenze di programmazione e contenimento della spesa pubblica in ossequio al Trattato di Lisbona e alla Costituzione della Repubblica italiana nella determinazione del richiesto mantenimento del punto nascita di Imperia ovvero dell’irragionevole ed antieconomica apertura del punto nascita di Sanremo.

Insomma, dopo la conferma della volontà di creare un unico centro delle nascite all’ospedale ‘Borea’ della città dei fiori da parte dell’Asl imperiese e l’assenso arrivato anche dal vice Presidente ed Assessore alla Sanità della Regione, Sonia Viale, ora si scatena la lotta per mantenere l’Ostetricia ad Imperia. E siamo certi che le proteste, non solo su Internet, sono dietro l’angolo.

Già molti i commenti favorevoli all’iniziativa: “Credo non sia giusto – scrive Barbara – chiudere il reparto, dopo che si è lavorato tanto per renderlo moderno. La provincia è grande e due ospedali servono!”. “Trovo sia inaccettabile – prosegue Alice – chiudere un reparto da poco ristrutturato”. “E’ inammissibile – chiosa Cristian – che si spendano soldi e poi si chiude il reparto, facendo fare molti chilometri alle partorienti”. 

Carlo Alessi

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