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POLITICA | martedì 09 febbraio 2016, 16:29

Imperia: l'intervento in Consiglio di Imperia Cambia sul punto nascite all'ospedale: "Riduttivo l'approccio sì/no sulla chiusura del reparto"

"La realta' e' che si sta procedendo ad un vera e propria soppressione dell'ospedale di Imperia. Se si vuole affrontare un discorso serio lo si deve fare portando avanti un progetto provinciale reale"

"La commissione speciale della sanita' ha elaborato un documento importante, dove viene affrontata in modo forte e critico la politica sanitaria regionale.

Un documento condiviso da tutte le forze politiche". - E' l'intervento dei consiglieri comunali di Imperia Cambia Paolo Re, Natalia Riccò, Ester D'Agostino e Susanna Palma, al Consiglio Comunale di ieri sera che ha approvato il documento che chiede ad Asl e Regione un passo indietro per quanto riguarda l'accorpamento del punto nascite dall'ospedale di Imperia a quello di Sanremo.

"E' infatti riduttivo l'approccio ostetricia sì/no ad Imperia , perche' si rischia solo di fare propaganda di tipo campanilistico: il problema va visto alla radice.

Le amministrazioni regionali presiedute da Burlando avevano deciso di unificare la sanita' provinciale in un ospedale unico nel territorio di Arma di Taggia. Nel periodo necessario all'esecuzione di questo ambizioso progetto, nell'ambito di una riorganizzare dei tre presidi ospedalieri della provincia, l'ospedale di Sanremo sarebbe stato il polo per le “urgenze” e quello di Imperia il polo “di elezione” con interventi programmati, mentre l’ospedale Saint Charles di Bordighera sarebbe diventato il luogo per ospitare i pazienti post-acuti.

In realta' grazie alla mancanza di input serio non vi e' mai stato nessun atto amministrativo concreto (es delibera regionale…) e cio' ha portato alla situazione attuale : progressivo depotenziamento degli attuali presidi ospedalieri!Naturalmente era previsto un piano finanziario (sul modello dell'ospedale di Mestre) che avrebbe previsto 1/3 dell' intervento a carico del privato, 1/3 di contributi statali e 1/3 per la vendita di immobili a Sanremo e Imperia (ospedali).

Tutto cio' non si e' mai tradotto in un documento ufficiale .

Ad oggi questo piano finanziario non sarebbe piu' sostenibile vista una serie di problemi che si sono presentati strada facendo : la crisi economica , la svalutazione degli immobili , le maggiori difficolta' di vendita e anche i minori contributi statali .

Dieci anni di bugie ,di politichese, di strategie spicciole per arrivare ad una risoluzione dei problemi economici , che via via si presentavano, in modo sbrigativo e poco aderente alle reali esigenze dei cittadini.

Alla luce di queste premesse si prospetterebbero quindi 3 vie :

se si vuole fare un ospedale unico, allora si proceda in modo serio verso questa strada se si vogliono fare 2 poli di eccellenza con tutti i reparti, allora non si proceda al ridimensionamento tramite eliminazione dei reparti se si vuole seguire il criterio dell'urgenza a Sanremo ,della elezione a Imperia e i i post-acuti a Bordighera, allora gli spostamenti dei reparti andrebbero letti allora nell’ottica della riorganizzazione dei tre presidi voluta dall’Asl 1 (urgenze/elezione/post-acuti)

Fino ad ora dietro la promessa dell'ospedale unico la regione in realta' si e' mossa solo procedendo ad un progressivo smantellamento dell'ospedale di Imperia.


La presenza di problemi strutturali dell'immobile che ospitano l'ospedale di Imperia ( ascensori ad es..), le recenti risorse investite su Sanremo , la divisione dei posti letto a favore di Sanremo, i primari a scavalco non coerenti con ripartizione dei reparti (emergenza/elezione),non sono altro che fatti che avvalorano la tesi .

Il criterio dell'urgenza/elezione e' peraltro un criterio non facilmente attuabile ,perche' nello stesso ramo specialistico ci possono essere contemporaneamente patologie sia da urgenza che da elezione. Inoltre alcuni rami devono essere associati , ad esempio il punto nascite va con pediatria.

Quindi oltre che ostetricia anche pediatria dovrebbe andare a Sanremo ?

La realta' e' che si sta procedendo ad un vera e propria soppressione dell'ospedale di Imperia. Se si vuole affrontare un discorso serio lo si deve fare portando avanti un progetto provinciale reale, garantendo uno standard di efficienza , sicurezza e qualita' del servizio che oggi non si riesce a fornire a causa della carenza di personale. Questo obiettivo puo' essere raggiunto anche assumendo nuove unita'. E' importante prendere una strada coerente e seguirla .

Alla fine di gennaio l’intesa raggiunta nella conferenza di sanità tra i sindaci della provincia e il dirigente dell’Asl 1 Mario Cotellessa ha ratificato la volonta' di far ripartire la pratica dell’ospedale unico, previsto sul territorio del Comune di Taggia, ma allo stesso tempo la regione presenta dinamiche pretestuose per giustificare la chiusura dei reparti (baricentro , n° di nascite)

Bisogna finalmente fare chiarezza: l’ospedale unico verrà, o meno, costruito? C’è la volontà politica di realizzarlo? E' vero che non potendo fare l'ospedale unico si vuole individuare il baricentro della provincia a Sanremo?

Se non viene fatto l'ospedale unico, allora la regione ora sta procedendo allo smantellamento di quello di Imperia abbandonando la strategia dell'urgenza/ elezione, alla faccia della riorganizzazione per dare risposte e servizi ai cittadini.

Quindi alla luce di queste premesse , siano mantenuti assolutamente i 2 punti nascite a tutela di mamme e bambini .

Raccomandiamo inoltre l'amministrazione comunale, anche attraverso la Commissione sanita', ad effettuare un “ costante aggiornamento dell'evoluzione delle procedure transitorie sollecitando l'avvio di scelte concrete nella tutela della salute dei cittadini”.

Per concludere vorremmo porre l'attenzione sulla situazione difficile che si vive nel reparto psichiatrico dell'Ospedale di Imperia (unico in provincia) dove, a causa della mancanza di un presidio permanente di Polizia , mancano le condizioni di sicurezza sia per gli utenti che per gli operatori".

I Consiglieri Comunali Ester D'Agostino, Susanna Palma, Paolo Re e Natalia Riccò

C.S.

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