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POLITICA | lunedì 07 marzo 2016, 19:42

Imperia: il Consigliere di Imperia Riparte Giuseppe Fossati commenta il rimpasto di Giunta presentato oggi

“Credo non servano molti commenti – termina Fossati – e sembra quasi che le deleghe siano state assegnate con l’estrazione a sorte dei nomi. Se non si volevano cambiare le persone, tutte rispettabili, non si poteva semplicemente assegnare l’Ambiente al geologo, il Bilancio al commercialista, il Commercio all’assicuratore, la Cultura all’avvocato, i Lavori Pubblici all’ingegnere e le Spiagge all’architetto? Evidentemente no. Troppo banale”.

“Il Pd ha battuto cassa ed ha incassato. Non credo però abbia fatto un affare, vista la delicatezza e problematicità delle deleghe acquisite. Di certo, adesso il Pd non avrà più giustificazioni per tirarsi fuori dalle responsabilità del disastro amministrativo cui stiamo assistendo o per stilare ‘decaloghi’ o ‘distinguo’. Potrebbe essere questo, in sintesi, il commento politico all'ennesimo rimpasto di giunta di Capacci”.

Lo scrive Giuseppe Fossati, Consigliere comunale di Imperia Riparte, che commenta il rimpasto di Giunta presentato oggi. “Il Pd porta a casa la delega al Bilancio, a Spiagge e Demanio, all'Ambiente, accontenta tutte le correnti interne, ma non ottiene il pezzo 'forte', ossia i lavori pubblici, che aveva perso con la degradazione di Zagarella. Pur di non dare al Pd i lavori pubblici, infatti, Capacci li assegna addirittura ad Abbo (un commercialista), togliendogli la delega al bilancio (che va Risso del Pd, un avvocato), giustificando la scelta con il fatto che Abbo sia stanco. Come se la delega ai Lavori Pubblici, se effettivamente esercitata, fosse una passeggiata di salute. Una scelta, quella di togliere all’unico assessore esterno la delega che gli era più congeniale e naturale, che lascia molto perplessi. Così come lascia perplessi l’assetto complessivo delle deleghe di giunta. A seguito del rimpasto, tra l’altro, avremo: un assicuratore all’Ambiente, un avvocato al Bilancio, un architetto al Commercio, un geologo alla Cultura, un commercialista ai Lavori Pubblici, un ingegnere alle Spiagge.

“Credo non servano molti commenti – termina Fossati – e sembra quasi che le deleghe siano state assegnate con l’estrazione a sorte dei nomi. Se non si volevano cambiare le persone, tutte rispettabili, non si poteva semplicemente assegnare l’Ambiente al geologo, il Bilancio al commercialista, il Commercio all’assicuratore, la Cultura all’avvocato, i Lavori Pubblici all’ingegnere e le Spiagge all’architetto? Evidentemente no. Troppo banale”.

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