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POLITICA | sabato 23 gennaio 2016, 12:36

Imperia: i titolari dei posti barca associati ad Appi pretendono verità e chiarezza sulle responsabilità del disastro del porto turistico e sul futuro dell'approdo

"Ritengo doveroso fare chiarezza nei confronti dei cittadini di Imperia dando un informazione corretta di chi sono i titolari dei posti barca. I titolari dei posti barca, associati APPI, sono 120 per un totale di 160 posti barca e altrettanti posti auto."

“Le dichiarazioni del Sindaco di Imperia Carlo Capacci in data 18 e 29 dicembre 2015 in merito alla bocciatura” dell’'offerta di acquisto' dell’azienda - Porto del Fallimento Porto di Imperia formulata dal Comune da parte della curatela fallimentare, e in data 20 gennaio 2016 in merito alla asserita “ titolarità degli imperiesi sul Porto turistico di Imperia ” - affermata dal Sindaco dopo la recente pronuncia del TAR Liguria in merito al reclamo delle Banche contro la decadenza della concessione originaria - impongono una replica chiara e netta.” E' quanto afferma il Presidente Appi Maria Sorbo.

“In primo luogo, è tempo di smetterla con i toni trionfalistici: la semplice verità è che l'Amministrazione ha mancato l'obiettivo dell'acquisto della azienda – Porto, perché nel termine convenuto non ha reperito le risorse necessarie. In particolare, si è rivelata inconsistente la sbandierata pretesa di fruire a quello scopo dei fondi FILSE S.p.a., la Finanziaria Ligure per lo Sviluppo Economico, tanto è vero che nella "nota stampa" del Comune di Imperia del 29 dicembre dei fondi pubblici Filse S.p.A. non vi è più traccia, mentre si ipotizza un futuribile finanziamento delle banche ( per euro 7,5 milioni...). Ma quanti sono disposti a credere che nell'attuale congiuntura economica le banche siano davvero vogliose di prestare a Go Imperia s.r.l. 7,5 milioni di euro? E poi somme ulteriori, e anche superiori, per completare il Porto, come va promettendo il Sindaco? Cioè, somme enormi da investire in una vicenda così torbida e complessa come quella del Porto turistico? Intanto, il Comune e Società Go Imperia s.r.l. versano un bell'anticipo sul prezzo d'acquisto: ben 288 mila euro nel 2016! Che tristezza! E' proprio nel rapporto tra il prezzo di euro 7,5 milioni e l'acconto di euro 288.000,00 il rapporto effettivo tra le mirabolanti promesse della Amministrazione e la dura realtà dei fatti...

Proprio questo fa indignare APPI: perché raccontare favole agli imperiesi e spacciare per vittorie quelle che sono sconfitte? Non sarebbe stato più corretto e rispettoso per i cittadini dire la semplice verità, e cioè che è assai difficile, oggi, reperire risorse per l'acquisto ed il completamento del Porto - quando è già difficile assicurare agli imperiesi viabilità, trasporti pubblici, gestione rifiuti – e che, in una situazione ancora incerta sotto il profilo giuridico (Porto di Imperia S.p.A. fallita o no? Concessione valida o no?), il massimo che il Comune poteva ottenere era, appunto, ciò che ha ottenuto: un differimento di un anno del termine di acquisto dell'azienda – Porto, in attesa che i giudici facciano un po’ di chiarezza nella vicenda.

Certo, dire la verità comporta dei rischi: qualcuno potrebbe domandarsi se, alla fin fine, sia stata una buona idea quella di dichiarare la decadenza della concessione originaria, cercando di “cavalcare” il fallimento di Porto di Imperia S.p.A., Società che, ricordiamolo, appartiene per un terzo al Comune. Si preferisce, invece, “cantare vittoria” a sproposito: ad esempio, ci si vanta di aver “vinto” dinanzi al TAR contro le Banche, e le si prende in giro per l'ipoteca che garantiva i mutui da loro erogati alla Società Acquamare s.r.l. di Francesco Bellavista Caltagirone, perché ipoteca non valida (“mettano l'ipoteca sul Colosseo o sulla Luna...”, ironizza il Sindaco ). Evidentemente si vuole dimenticare che fu proprio il Comune, nel febbraio 2007, ad autorizzare la iscrizione di quella ipoteca sull'area portuale.

Oppure – e questo fa indignare ancora di più - si preferisce bastonare i “soliti noti”: da oltre un anno APPI formula proposte transattive concernenti gli oneri per i servizi di gestione del Porto, ma Go Imperia s.r.l. - il Sindaco, quindi – alterna finte aperture a vere minacce. Ancora in questi giorni, i titolari di posto barca ricevono “diffide di pagamento” per servizi non fruiti, o mal forniti. Nello stesso tempo, il Comune dichiara che “il Porto è di Imperia ”, dimenticandosi che sono i titolari di posto barca che lo hanno pagato, con i loro soldi, e spesso con i loro risparmi di una vita, convinti che il Comune garantisse la serietà della operazione!

Anche per questo ritengo doveroso fare chiarezza nei confronti dei cittadini di Imperia dando un informazione corretta di chi sono i titolari dei posti barca. I titolari dei posti barca, associati APPI, sono 120 per un totale di 160 posti barca e altrettanti posti auto.

E quanto hanno pagato i titolari di posto barca per la realizzazione del porto? Il Porto di Imperia è stato costruito anche grazie alle loro risorse economiche che ammontano a circa 70 milioni di euro (per limitarci agli associati ad APPI, considerando anche gli altri, si superano i 160 milioni di euro... ). Ma quanto ha pagato Imperia per “avere il porto ”? Zero.

Il Comune di Imperia non ha speso un euro per la costruzione del Porto e, partecipando per il 33% alla Porto di Imperia, si è riservato un cospicua quota di posti barca da vendere. Bene, Go Imperia s.r.l., invece di accordarsi con i danneggiati, quotidianamente li minaccia di privarli del posto barca o di agire per imporre pagamenti di oneri assolutamente ingiustificati e fuori mercato. Liberi, il Comune e Go Imperia s.r.l., di aggravare il contenzioso e di dare altro lavoro ai Tribunali. Però sappiano fin d'ora che APPI non cederà di un millimetro.

Intanto – conclude il Presidente Appi Maria Sorbo - interesseremo della questione la Regione Liguria, soggetto delegante le competenze in merito al demanio marittimo ai Comuni (L.R. 13/1999 e L.R. 1/2002), anche in considerazione della possibilità da parte della Regione Liguria di esercitare, “ ..... a fronte di persistente inattività o reiterante inadempienze .....” (art. 18, comma 3 L.R. 13/1999), la revoca della delega o sub delega, ai sensi dell’articolo 64 dello Statuto Regionale. 

C.S.

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