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POLITICA | sabato 13 febbraio 2016, 23:06

Imperia: chiusura dello stabilimento Agnesi a fine anno. Il Sindaco Capacci: "Non tutto è perduto. Cerchiamo di mantenere i livelli occupazionali"

"Non è cambiato niente dall'ultima riunione al Mise, quando si era parlato di un cambio di produzione, sempre salvaguardando tutti i lavoratori. Senza la mediazione degli enti, Colussi avrebbe invece chiuso nel 2014"

Il Sindaco di Imperia Carlo Capacci, interviene sul nostro giornale, sulla questione relativa all'annunciata chiusura dello stabilimento Agnesi entro il 31 dicembre 2016.

Il Sindaco, a differenza delle dichiarazioni delle ultime ore da parte di sindacati e parti politiche, non è pessimista sul futuro dei lavoratori.

"Premesso che non conosco fino in fondo, e soprattutto non posso interferire sulla volontà dell'imprenditore, - dichiara Capacci - a me sembra che dalla riunione di giovedì non sia scaturito niente di nuovo rispetto a quanto già comunicato al Ministero dello Sviluppo Economico un mese fa, ovvero che a Imperia si farà un centro di ricerca e sviluppo dei prodotti Colussi, si concentrerà la produzione di sughi con marchio 'Liguria', già in vendita all'estero e che presto saranno venduti in Italia, si riporterà il museo della pasta, e soprattutto, come da richiesta del Comune e della Regione, si salvaguarderanno i livelli occupazionali, quindi io sinceramente la polemica degli ultimi giorni non la capisco".

Si è parlato però di trasferimenti dei lavoratori a Fossano, dove verrà spostata la produzione della pasta.

"No, i dirigenti hanno solo detto che chi vorrà, potrà trasferirsi a Fossano, ma chi rimane deve essere impiegato a Imperia, per cui si va avanti con il nostro obiettivo, e quello dell'Assessore Regionale allo Sviluppo Economico Edoardo Rixi, ovvero di mantenere i livelli occupazionali per tutti i 103 lavoratori. Per far questo gli enti possono, ed è quello che stanno facendo, dare incentivi per investimenti nello stabilimento di Imperia. Detto ciò, se l'azienda valuta di offrire un prepensionamento a un impiegato a cui mancano pochi anni alla pensione, non ci vedo niente di straordinario. L'importante è che i ragazzi giovani, che sono il futuro della società, possano continuare a lavorare, e su questo Angelo Colussi è d'accordo".

I dirigenti hanno però detto chiaro e tondo che l'attuale stabilimento di via Schiva non è produttivo.

"Potrebbe avvenire un cambio di location. Cosa cambierebbe se i lavoratori si spostassero di qualche centinaia di metri, se potrebbero conservare il proprio posto di lavoro? E poi Colussi sa bene che con il vincolo ad area industriale e il piano regolatore scaduto, se chiudesse i battenti dello stabilimento resterebbe a suo carico il palazzo per almeno vent'anni, con i relativi costi di Imu e manutenzione varia. Ripeto: non ho proprio capito le polemiche degli ultimi giorni. Vorrei ricordare che Colussi nel 2014 aveva seriamente intenzione di chiudere. Per cui credo che i meriti di chi in questi due anni ha trattato con lui debbano essere riconosciuti. Altrimenti lo stabilimento sarebbe già chiuso e i lavoratori sarebbero già a casa".

Francesco Li Noce

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