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POLITICA | martedì 08 marzo 2016, 18:37

Ieri nuovo incontro sulla sanità in provincia di Imperia: intervento di Rifondazione Comunista

"Non converrebbe, risparmiando grandi risorse, ristrutturare l’esistente e potenziare per davvero l’assistenza sanitaria domiciliare e l’emergenza sul territorio affinché tutti i cittadini di qualunque parte della nostra provincia abbiano le medesime chances di ricevere tempestivamente soccorso e cure?”

“Si è svolto ieri l’ennesimo incontro sulla Sanità in provincia di Imperia dove si elencano tanti buoni propositi tra cui il ‘vantaggio di seguire il paziente anziano in struttura o a casa… al primo posto c’è salvare delle vite…’. La solita ricetta proposta è quella dell’Ospedale Unico provinciale. Sono ormai quasi 10 anni che se ne parla e non si conosce né il progetto definitivo né esattamente il luogo dove costruirlo. Ma fa bene rievocarlo come ‘asso nella manica’ o novità salvifica!”

Interviene in questo modo Rifondazione Comunista di Imperia, dopo l’incontro di ieri con il vice Presidente della Regione Liguria, Sonia Viale sul futuro della Sanità. “Artatamente – prosegue - si tralasciano le cose che stanno affliggendo la sanità pubblica nella nostra ASL. Le lunghe liste di attesa per visite ed esami specialistici che costringono spesso il cittadino a ricorrere all’attività intramoenia a pagamento o privata; le lunghe code ai Pronto Soccorso e l’inadeguatezza del Punto di Primo Intervento di Bordighera che, soggetto a drammatici tagli di servizi e personale, rischia di perdere utilità e sicurezza nei confronti dell’utenza. Il tutto esaurito nei tre presidi ospedalieri che continuano a perdere posti letto rispetto ai 650 che spetterebbero in virtù del coefficiente 3×1000 abitanti. Ci aggiungiamo il decreto Lorenzin che, in funzione di blindati e discutibili percorsi di salute, lega le mani ai medici di famiglia nella prescrizione di esami. A questo proposito assai tiepida è stata la contrapposizione della giunta Toti a tale sciagurato decreto, mentre quanto mai solerte è stata la sua applicazione da parte della amministrazione ASL senza adeguati momenti informativi per medici e cittadini”.

“Revisione dei criteri di esenzione dalla partecipazione di spesa, innalzamento dei ticket, esclusione di analisi dal SSN, ridimensionamento dei Day Hospital DH) divenuti a pagamento per i non esenti, carenza di posti convenzionati nelle Case di Riposo, lunghe attese anche per interventi in elezione, ecc… Queste sono alcune delle gravi criticità presenti nella nostra ASL (ma evidentemente non solo nella nostra), da sempre irrisolte nonostante i tanti convegni fatti sul tema Salute, che costringono il cittadino a pagare sempre di più e quindi, per chi ha meno disponibilità, a curarsi di meno. Per non parlare delle fughe di pazienti in altre ASL e soprattutto fuori Liguria : oltre a comportare una spesa annua per la regione di alcune decine di milioni di euro, obbliga i pazienti a lunghi e costosi viaggi”.

“Cronica è la carenza di letti di riabilitazione: dovrebbero essere 0.7×1000, cioè 150, ma ne mancano circa la metà! In questo modo – termina Rifondazione - i pazienti soprattutto anziani (ben il 27 % degli assistiti sono ultra sessantacinquenni) restano più a lungo ricoverati occupando i vari reparti specialistici e bloccandone il naturale turn over. Manca un impegno concreto per rendere i nuovi livelli essenziali di assistenza (LEA) davvero fruibili. Non basta inserirli con solerzia nel Catalogo regionale delle prestazioni e poi non prevedere un’adeguata copertura economica e di personale sanitario. Questo rischia di essere solo demagogia! Un Ospedale Unico, dal costo di almeno 300 milioni di euro, con il semplice accorpamento degli attuali reparti senza nulla di più e il mantenimento di un DEA di 1° livello. Con ospedali mezzi vuoti (Albenga, Arenzano, Rapallo, ecc.) vale la pena costruirne un altro? Come si fa a concentrare la sanità ospedaliera in una sola zona stante la pessima viabilità della nostra provincia? Non converrebbe, risparmiando grandi risorse, ristrutturare l’esistente e potenziare per davvero l’assistenza sanitaria domiciliare e l’emergenza sul territorio affinché tutti i cittadini di qualunque parte della nostra provincia abbiano le medesime chances di ricevere tempestivamente soccorso e cure?”

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