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POLITICA | giovedì 21 gennaio 2016, 14:07

Diano Arentino: è polemica tra Sindaco e Anpi sull'intitolazione del centro sociale. Il primo cittadino: "La Resistenza è finita settant'anni fa"

Il Sindaco: "Trucco è un personaggio che ha dato lustro al nostro comune. Abbiamo voluto proporre un nome 'asettico', vogliamo mantenerci sul civico senza per forza dover intitolare ogni cosa alla Resistenza, che tra l'altro è finita settant'anni fa"

E' polemica a Diano Arentino sull'intitolazione del centro sociale che sarà discussa questa sera in Consiglio Comunale. L'amministrazione guidata dal Sindaco Giacomo Musso, propone infatti di intitolare il centro a Aldo Trucco, un operaio e artista locale, mentre la minoranza, e in ultimo la sezione dianese dell'Anpi, non ci sta e chiede che la scelta sia effettuata attraverso una consultazione popolare.

"La sezione Anpi del Golfo Dianese, - si legge in una lettera inviata al Sindaco e alla sua maggioranza - venuta a conoscenza che il vostro Comune ha intenzione di intitolare il nuovo centro sociale di Diano Arentino, propone a Lei e alla sua maggioranza di ripensarci, ritirando il punto all'ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale, per poter anche effettuare una consultazione tra la cittadinanza.


La sezione ANPI del Golfo Dianese propone di intitolare tale struttura a civili di Diano Arentino che hanno perso la vita per episodi di guerra tra il 1943 e il 1945 nel Comune da Lei amministrato. Siamo a proporvi i nomi di Francesco Camiglia, trucidato il 29 gennaio 1945 a Diano Arentino, quello di Cavallero Gerardo fucilato nei pressi della chiesa di San Sebastiano, inoltre proponiamo quello di Maria Musso Gorlero, arrestata senza nessuna colpa il 2 settembre 1944, a Diano Arentino e deportata nei campi di sterminio di Bergen Belsen, Ravensbruk, Salzigitter, autrice di commoventi versi dedicati alla sua esperienza “Il mio granello di sabbia, per non dimenticare”.

"Non capisco la polemica - commenta a Sanremo News il Sindaco - Trucco è un personaggio che ha dato lustro al nostro comune realizzando numerosi dipinti ed esponendo in varie mostre. Abbiamo voluto proporre un nome asettico, vogliamo mantenerci sul civico senza per forza dover intitolare ogni cosa alla Resistenza, che tra l'altro è finita settant'anni fa. Non mi aspettavo tutte queste polemiche, inoltre sottolineo che l'Anpi ha proposto, per non dire imposto, prima un nome, adesso tre, ma che non ha ascoltato le nostre proposte. Non mi sembra il massimo della democrazia. A ogni modo ormai è tardi e sarà il Consiglio Comunale a decidere".

"Vi chiediamo di ripensarci - scrive ancora l'Anpi - affinché siano i cittadini a scegliere liberamente e a decidere, in piena democrazia, il nome cui intitolare quella struttura comunale con tutte le varie proposte, compresa quella cui avete intenzione, come maggioranza consigliare, di deliberare nel consiglio già convocato".

Francesco Li Noce

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