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INSIDER | mercoledì 30 marzo 2016, 17:00

Un sovrano colpo di pubblicità

La Seborga degli intrighi.

Nicolas 1er di Seborga, autoproclamatosi principe.

Come in ogni monarchia che si rispetti, anche nel Principato di Seborga ci sono dei cospiratori. Le loro trame sono uscite allo scoperto con un tentativo di colpo di stato (non violento, beninteso). A reclamare il titolo di principe è stato un francese, Nicolas Mutte, evidentemente in cerca del suo quarto d’ora di celebrità. Così da qualche giorno il trono “ufficiale” di Marcello I, al secolo Marcello Menegatto, è insidiato da Sua altezza serenissima Nicolas 1er, che si è autoproclamato sovrano del borgo medievale sulle alture di Bordighera. L’usurpatore ha nominato una lista di ministri e segretari di Stato, inviato un messaggio alla popolazione (guarda qui il video) e svolto attività diplomatiche, ad esempio incontrando il 14 marzo a Parigi Faustin-Archange Touadera, presidente della Repubblica centrafricana, con cui ha discusso di sviluppo economico.

Marcello I, che si trovava con la principessa Nina in visita a Dubai, è corso ai ripari, invitando i traditori a non utilizzare loghi e diciture del principato e a chiudere il loro sito web, dove hanno copiato le informazioni sul governo e la storia di questo paese abitato da poco più di trecento persone. Le origini della presunta indipendenza di Seborga dalla Repubblica Italiana risalgono al 954, quando il conte Guidone di Ventimiglia donò il territorio ai monaci benedettini dell’abbazia di Lerino (il monastero è sull’isola di Sant’Onorato, di fronte a Cannes). Nel 1729 i monaci, a causa delle difficoltà economiche, vendettero il borgo a Vittorio Amedeo II di Savoia. Qui si concentrano i cavilli. Primo: l’atto non fu mai registrato. Secondo: Seborga sarebbe diventata un possedimento personale del re di Sardegna, ma il documento non trasferiva a Vittorio Amedeo la sovranità sul luogo. Ecco perché il 14 maggio 1963 gli abitanti, dopo essersi liberamente riuniti, elessero principe Giorgio Carbone, seborghino doc con la passione per la storia e sostenitore dell’indipendenza. Giorgio I rimase sul trono fittizio fino alla sua morte, nel 2009.

Il successore, Marcello I, sta proseguendo l’opera intrapresa fino a quel momento, cioè costruire e promuovere l’immagine (storica e soprattutto turistica) di un principato con tutti i crismi: Seborga ha la sua bandiera e l’inno nazionale, il suo stemma, la sua costituzione, le sue guardie reali e la sua moneta, il luigino. Se appare difficile comprendere le ragioni dei cospiratori che fanno capo a Marcel Mentil, ex rappresentante generale del principato in Francia (brama di potere, intrighi da trattoria, è una strategia di marketing territoriale, dopo i gamberoni di Sanremo la Francia vuole soffiarci anche un pezzo di entroterra?) è più facile interpretare l’esito di questa regale boutade. Forse nemmeno il più fantasioso dei pubblicitari avrebbe pensato a un tentativo di colpo di stato per far parlare tutti i giornali di Seborga. A breve è atteso un incontro del principe con i consiglieri della corona e i priori “per prendere le iniziative più opportune”. Intanto il quarto d’ora di celebrità di Nicolas 1er è già diventato una settimana di folklore mediatico.

Luca Re

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