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#FONDATASULLAVORO | giovedì 28 gennaio 2016, 06:00

#fondatasullavoro : parliamo di Contratto Collettivo

Basterebbe prendere un qualsiasi contratto di lavoro per rendersi conto dei continui e frequenti riferimenti ad un elemento “esterno”, il contratto collettivo

Basterebbe prendere un qualsiasi contratto di lavoro per rendersi conto dei continui e frequenti riferimenti ad un elemento “esterno”, il contratto collettivo.
Questo documento rappresenta il risultato del confronto tra (normalmente) due attori, appunto, collettivi.
I soggetti in questione sono rappresentati dalle organizzazioni dei lavoratori (i sindacati) e le organizzazioni dei datori di lavoro (la Confindustria).
All’interno del contratto collettivo troviamo una serie di elementi importanti che, rappresentando il risultato del confronto tra imprenditori e lavoratori salariati, costituiscono una sorta di compromesso rispetto alle posizioni degli uni e degli altri.
Prima di indicare i contenuti del documento è necessario precisare che nel nostro sistema la contrattazione collettiva si sviluppa su più livelli. Infatti esiste un primo livello Interconfederale, nel quale il dialogo si svolge tra le grandi organizzazioni sindacali (le confederazioni: (es.) CISL, CGIL, UIL), la Confindustria e lo Stato, pur però non producendo effetti diretti e pratici sul singolo lavoratore.
Ad un gradino più basso si trova la contrattazione collettiva nazionale nel cui ambito si stringono i principali accordi che condizioneranno poi i rapporti di lavoro in concreto.
I numerosi contratti collettivi nazionali esistenti (CCNL) sono riferiti rispettivamente a ciascun settore produttivo del mondo del lavoro, e vengono realizzati dalle relative organizzazioni. Ad esempio il settore dei metalmeccanici avrà il proprio CCNL negoziato dall’organizzazione federale sindacale (es. la FIOM-Federazione Italiana Operai Metalmeccanici) e da quella datoriale (es. Federmeccanica) ,e gli accordi che risulteranno saranno efficaci per i lavoratori impiegati in quell’ambito.
Infine ad un livello ancora più basso esistono i contratti collettivi aziendali (o decentrati) che vengono realizzati, ed hanno efficacia, in una singola grande azienda o in un piccolo territorio.
Nel nostro Paese è il contratto collettivo nazionale a farla da padrone, sia a causa delle numerose piccole e medie imprese che non attuano contratti aziendali, sia per questioni di centralizzazione delle decisioni.
All’interno del contratto collettivo nazionale, oltre alle regole che si riferiscono ai rapporti tra le organizzazioni sindacali che lo hanno stipulato (c.d. Parte obbligatoria), si trova quella che può essere definita l’ “impalcatura” dei rapporti di lavoro di quel settore (c.d. Parte normativa).
Infatti, per semplificare, normalmente un contratto collettivo contiene delle discipline generali su:

-Rapporto di lavoro: assunzione, requisiti, patto di prova, alcune cause di licenziamento;

-Classificazione del personale: la quale, per esemplificare, suddivide i lavoratori in base alle loro competenze e li inquadra di conseguenza in una posizione gerarchica che rivestiranno nell’impresa (con corrispondenti mansioni da svolgere);

-Orari di lavoro: durata minima e massima, straordinari, permessi individuali, pause;

-Retribuzione: indica, normalmente su base oraria, lo stipendio riferito al proprio livello di inquadramento nell’impresa e al tipo di contratto;

-Qualificazione rapporto di lavoro: dove si disciplinano le varie forme di contratto adottabili, come apprendistati, part-time, contratti a tempo determinato ecc. ecc.

Questi sono solo alcuni degli ambiti che vengono disciplinati dal CCNL e saranno in grado di condizionare il rapporto di lavoro a patto che i singoli siano iscritti alle organizzazioni sindacali firmatarie, oppure, quando attraverso una clausola ne richiameranno i contenuti direttamente nel contratto individuale.
Si può facilmente notare come il CCNL sia uno strumento estremamente utile per le parti, potendo esonerarle dal disciplinare ogni singolo ambito del rapporto che, invece, attraverso un semplice “richiamo”, potrà essere ricondotto alla disciplina collettiva disponibile.
In caso di dubbi sul trattamento del proprio rapporto di lavoro, il suggerimento è quello di consultare il proprio contratto individuale e cercare il preciso contratto collettivo che (nella quasi totalità dei casi) viene richiamato, e di consultarlo online e nella forma aggiornata.


Edoardo Crespi

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