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FESTIVAL DI SANREMO | mercoledì 10 febbraio 2016, 17:19

#Sanremo2016 Rocco Hunt ricorda "zio Pino Daniele": sono sicuro che anche zio Pino (Daniele), da lassù abbia ballato sul groove

"Una canzone può però far risvegliare le coscienze e, perché no, anche il Festival di Sanremo”.

Rocco Hunt, 21 anni, rapper campano sul palco dell'Ariston. Il suo esordio in sala stampa? “Elton John prima e io dopo, nemmeno in un libro fantasy lo avrei potuto leggere”.

Oggi nel 2016, una canzone fuori dal coro, può cambiare ancora qualcosa? “Una canzone non può cambiare le cose, ma può risvegliare l'animo da combattente in una persona. Con il mio brano Wake up, non cambierò l'Italia, ma i miei fan, che vanno dai bambini ai meno giovani, capiranno il messaggio. Una canzone può però far risvegliare le coscienze e, perché no, anche il Festival di Sanremo”.

Per lavoro Rocco Hunt è spesso lontano dalla sua città e l'argomento è trattato in molti dei suoi brani “Ho provato sulla mia pelle cosa si provi ad andare via di casa per lavoro o per passione. Questo mi fa riflettere. Si parla di fuga di cervelli, ci parlano di futuro, ma nel frattempo crollano le autostrade. Noi italiani abbiamo il più grande patrimonio culturale del mondo e l'investimento più importante che potremmo fare, sarebbe quello di sviluppare la nostra cultura. Io canterò Tu vo fa l'americano, chiedendomi: ma perché fare gli americani, quando gli americani vorrebbero essere noi?

Un rapper a Sanremo. Una scelta azzardata? “A Sanremo mi ritengo la voce fuori dal coro. Nella scena Rap vorrei essere l'anello di congiunzione fra questi due mondi. Credo che, see fai una cosa in modo serio, nessuno possa criticarti. Alla fine l'importante è mantenere i contenuti e lo spessore”.

Qualcuno ha criticato Rocco Hunt dicendo che nella sua esibizione non si distinguesse l'italiano dal napoletano: “sono stato il primo artista a portare tre lingue nello stesso pezzo: italiano, inglese e napoletano. Sono sicuro che anche zio Pino (Daniele), da lassù abbia ballato sul groove. Mi disse una volta: non perderti mai, tu sei capace a dire le cose".

Alla fine della conferenza Rocco ci ha dedicato questo saluto.

Stefania Orengo

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