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FESTIVAL DI SANREMO | giovedì 11 febbraio 2016, 13:20

#Sanremo2016, Carlo Conti in Sala Lucio Dalla: "Tra le radio mi sento a casa mia"

"Spero di tornare presto a fare radio, perché è un ritorno e una cosa che amo molto. Potrei tornare a fare la hit parade, anche se mi vedo a fare un programma sui migliori anni radiofonici"

Carlo Conti in sala stampa radio e tv 'Lucio Dalla' si sente come a casa sua e ricorda quando era qui, nel 1985, dall'altra parte del microfono, con un piccolo registratore e tanta voglia di fare. Questa energia lo ha portato decisamente lontano, tanto che è già stato confermato il suo nome anche per il prossimo Festival 2017. Ma chi lo condurrà effettivamente? Si fa il nome di FiorelloFiorello non saprei, ma di fiori qui ce ne sono tanti di sicuro. Ancora non lo so, stiamo lavorando su alcuni dettagli di questa edizione 2016, non è possibile pensare già, nel dettaglio, al prossimo anno” spiega Carlo.

Molti dicono che di questa edizione, di successo, piaccia più lo spettacolo che non la musica “Io mi appassiono molto alla gara e mi godo le canzoni da dietro le quinte. E' più facile parlare del contorno, ma spero che l'attenzione si sposti sui big in gara e sulle nuove proposte. Non dimentichamo mai che è il festival della canzone italiana. E quell'inizio di 65 canzoni, della prima serata, è quello che rimane dei Festival”.

Questo Sanremo è un grande mosaico e avrebbe potuto essere anche rock “Avevo invitato i Deep Purple, sono cresciuto a pane e made in Japan. Ho sempre cercato di mettere assieme tante sfumature del nostro Paese, anche se la tendenza è quella di ingigantire il vero significato del Festival, che rimane una gara di canzoni. Ed è sempre utile ricordare che deve rimanere tale”.

Condurre con successo il Festival di Sanremo è uno dei traguardi più grandi. Ma cosa c'è dopo? “Smettere presto è uno dei sogni che ho. Cosa ci sarebbe di più bello che ritirasi al massimo del successo?! Non ho mai sognato di fare Sanremo o di arrivare a fare Miss Italia o Domenica In. Tutto è arrivato in modo naturale e al momento giusto. Ho cercato di fare al meglio e con il cuore il mio lavoro, con la voglia e il divertimento di farlo. Per mia fortuna quell'energia che avevo nell' 85, quando ero dall'altra parte, con un microfono e un registratore, c'è ancora. Lo spirito che mi lancia a fare questo Sanremo è sempre lo stesso. E' il modo con cui voglio fare le cose e non quali cose fare, che conta per me”.

Spero di tornare presto a fare radio, perché è un ritorno e una cosa che amo molto. Potrei tornare a fare la hit parade, anche se mi vedo a fare un programma sui migliori anni radiofonici. La cosa importante della radio locale sia no scimmiottando i grandi network, ma trovare la propria identità. Quando ho iniziato io si chiamavano radio private, perché erano private di tutto, ci portavamo anche i dischi da casa. Televisione e web non possono uccidere la radio, perché ha una sua vita propria”, conclude Carlo Conti.

Stefania Orengo e Simona Della Croce

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