/ FESTIVAL DI SANREMO

Che tempo fa

Cerca nel web

FESTIVAL DI SANREMO | martedì 09 febbraio 2016, 23:26

#CasaSanremo2016: Catena Fiorello presenta il libro 'Dacci oggi il nostro pane quotidiano'

Nel libro la brillante scrittrice e conduttrice tv racconta la storia della famiglia Fiorello. L'incontro con il pubblico di oggi pomeriggio a Casa Sanremo Smashbox è stato spassoso e nel contempo ricco di spunti di riflessione.

Ha scherzato sull'orario della presentazione, ad un'ora e mezza dall'inizio del Festival di Sanremo: "Eppure c'è gente, addirittura qualcuno è venuto da Nizza!". Così la brillante Catena Fiorello, scrittrice e conduttrice tv, ha rotto il ghiaccio con il pubblico oggi pomeriggio a Casa Sanremo, dove è intervenuta per parlare del suo libro 'Dacci oggi il nostro pane quotidiano'. E ha continuato intonando 'Montagne verdi', il successo di Marcella Bella, e ricordando le sue passioni giovanili Mino Reitano e la Tigre della Malesia: "Io e mia sorella Anna per Sandokan abbiamo pianto insieme in camera".

Casa Sanremo Smashbox è l'hospitality del Festival della Canzone Italiana firmata dal Gruppo Eventi, che si svolgerà fino a sabato 13 all'interno del Palafiori, in corso Garibaldi: un ricco e variegato contenitore di 270 eventi e di intrattenimenti per 20 ore al giorno no stop, da scoprire nelle 'stanze' della Casa. Sul palco con l'autrice Giorgiana Cristalli dell’Ansa e Cinzia Marongiu di Tiscali hanno descritto un viaggio intimo e collettivo nell'infanzia di Catena, nata nel '66, della sorella Anna e dei fratelli, lo showman Rosario e l'attore Giuseppe, cresciuti da due genitori esemplari: " Alla fine ho raccontato la storia di tante famiglie, che hanno trovato il senso dell'esistenza nelle difficoltà".

Inevitabile il confronto tra le difficoltà di allora e quelle dell'Italia dei giorni nostri. "I miei genitori hanno avuto un coraggio da leoni. Di vivere quella vita senza la rabbia sociale, che c'è oggi, che vedo dai social – dai social è più facile guardare il mondo – e che mi preoccupa. I ricchi ci sono sempre stati, ma i miei stavano nel proprio angolo e facevano il loro dovere senza tutta questa frustrazione. Oggi i ragazzi, se non vanno in televisione, si sentono dei falliti, ma perché? Fate degli altri mestieri, che vi diano soddisfazione. Specifico che noi eravamo consapevoli dei nostri limiti, quindi i miei sono stati bravi a farci vivere quella vita senza nasconderci le cose, eppure con serenità. E ammetto che la normalità, che c'è stata prima, un po' ha aiutato me e i miei fratelli a non perdere la testa". Ha parlato di social network, ma cosa ne pensa Catena? "I social hanno aperto il cancello a chiunque e sappiamo che non tutti sanno fare un buon uso della libertà".

Il titolo del libro è preso dal Padre Nostro, che secondo la scrittrice è la preghiera più bella dopo l'Ave Maria. "Per un pezzo di pane tanta gente ha fatto delle cose importanti, è andata dall'altra parte dell'oceano con dei viaggi allucinanti e senza conoscere la lingua. Il museo di Ellis Island a New York è impressionante, ci ho accompagnato Nicoletta, mia nipote di 18 anni. Ma t'immagini che forza di volontà? E' la stessa forza di mio padre e di mia madre. In questo libro racconto la loro storia in 40 pagine. Mio padre ci ha trasmesso il valore fondamentale dell'onesta ed il senso dello Stato. Era un finanziere e quando vedo la Guardia di Finanza sento un tuffo al cuore, perché ha dato a mio padre l'opportunità di essere una persona con una dignità. Mia madre è rimasta vedova a 52 anni e dopo abbiamo scoperto che era lei la meno debole, perché non si è mai lamentata di quello che è capitato: è successo, inutile voltarsi indietro continuamente. Ma non si è più risposata, era una concezione della vita diversa, erano 'le' coppie".

In 'Dacci oggi il nostro pane quotidiano' la cucina e la tavola – sempre apparecchiata in modo impeccabile sottolinea la protagonista – svolgono un ruolo identitario importante. La scrittura di Catena è visiva, arriva a farti sentire l'odore della cipolla. "Le ricette sono presenti nel libro per un motivo ben preciso, perché fanno parte del menu grilli". Il padre, infatti, rientrava a casa dalla caserma dove lavora e chiedeva alla moglie, impegnata a far quadrare i conti preparando piatti semplici: "Stasera cosa mangiamo, grilli?". Conclude Catena: "Era la parte più dura del mese dopo il 22/23, quando lo stipendio era finito e mia mamma con poco si doveva industriare. Le ricette sono il modo di raccontarvi la loro resistenza".

Anna Castellana

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Link Utili|Scrivi al Direttore