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EVENTI | sabato 13 febbraio 2016, 19:12

Ventimiglia: 13 opere pittoriche di Giuseppe Fabris al museo del Forte dell'Annunziata

Un senso di nostalgia ma anche voglia di trovare nel proprio presente, nel proprio spazio quotidiano, nel vissuto di ognuno di noi, uno spazio per recuperare una dimensione umana, di osservazione, di riflessione.La mostra è visitabile in orario di apertura del Museo.

Attualmente il Forte dell’Annunziata ospita 13 opere pittoriche di Giuseppe Fabris, artista di origine piemontese  formatosi all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Le tele, già esposte in mostra temporanea nella sala Squarciafichi nel dicembre scorso, sono ora visibili negli ambienti del Museo del piano -1, nella suggestiva loggia che si affaccia sul cortile interno.

Nei suoi quadri l’artista presenta alcune immagini delle città in cui ha vissuto: Torino, sua città natale, Parigi e Nizza, in una sorta di “erranza” che lo porta a scoprire ed esplorare luoghi a lui ben noti.Silenzio errante, evocativo titolo di questa esposizione, è dunque la rappresentazione di una deriva urbana scelta su una tavolozza d'immagini ordinarie della vita quotidiana.Partendo da una serie di diapositive apparentemente anonime, l’artista ha selezionato quelle che per lui nascondevano qualcosa di insolito, di magico o di misterioso.Con un metodo già utilizzato dai Vedutisti del Settecento, le diapositive sono state in seguito proiettate e riprodotte su  di una tela di juta non trattata.

Al supporto già di per sé “primario”, si aggiunge la volontà di ridurre all’essenziale l’immagine, eliminando ogni elemento per così dire “decorativo”, a partire dal colore che è solo una variante di ocra e nero.Il quotidiano diviene così un paesaggio  misterioso. I luoghi identificabili, gli edifici, i  pannelli segnaletici e le persone,  tutto rimane come sospeso in una "immagine in divenire" tra presenza e assenza.La città é qui considerata come una serie di istanti del ricordo, una successione d'immagini e di luoghi   tradotti, dopo una scelta accurata e personale, in un'immagine rappresentativa della città stessa.Un cammino sinuoso, errante, accompagnato dal silenzio e dalla luce che modella le parti della composizione pittorica.L' artista così ci svela quel " quid" nascosto di magico e misterioso che lo aveva colpito, avvolgendo il paesaggio urbano in una luce che ricorda l'Impressionismo, sempre in bilico tra passato e presente, tra una visione poetica e antica che ricorda le indimenticabili atmosfere dei paesaggi parigini ottocenteschi ed un' inevitabile immersione nella contemporaneità. 

Un senso di nostalgia ma anche voglia di trovare nel proprio presente, nel proprio spazio quotidiano, nel vissuto di ognuno di noi, uno spazio per recuperare una dimensione umana, di osservazione, di riflessione.La mostra è visitabile in orario di apertura del Museo.

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