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EVENTI | mercoledì 27 gennaio 2016, 13:41

Vallecrosia: cerimonia in occasione della Giornata della Memoria, intervenuti i bambini con pensieri e poesie

Dopo l’inno nazionale il primo cittadino ha voluto, prima di recitare Auschwitz canzone di Guccini, esprimere il proprio pensiero rivolgendosi soprattutto ai giovani.

Questa mattina in un luogo simbolico, nei giardini pubblici là dove nel 1944 si ergeva un campo di prigionia, si è tenuta la cerimonia in occasione della Giornata della Memoria. Presenti, oltre al Sindaco Ferdinando Giordano e parte dell’Amministrazione, la Protezione Civile, la P.A. Croce Azzurra, gli Alpini, il neo dirigente del Commissariato di Ventimiglia Saverio Aricò, il capitano dei Carabinieri Lorenzo Toscano e il comandante della Polizia Locale Roberto Capaccio ma soprattutto i bambini delle scuole, veri protagonisti di questa commemorazione.

Dopo l’inno nazionale il primo cittadino ha voluto, prima di recitare Auschwitz canzone di Guccini, esprimere il proprio pensiero rivolgendosi soprattutto ai giovani: “Bisogna cercare di comprendere le cause che hanno determinato questi fenomeni e favorire una riflessione vivace nei ragazzi. Non bisogna far sì che l’evento si chiuda sul passato ma che guardi anche al presente alimentando la memoria non come ricordo ma come monito perché anche oggi viviamo ancora nefandezze dovute all’odio razziale. Dobbiamo avere piena consapevolezza per un’Europa capace di promuovere i diritti, la solidarietà, la giustizia e la pace e non c’è luogo migliore della scuola per curare l’infezione dell’odio”.

Dopo che con solennità è stata deposta la Corona sul monumento della Memoria alcuni bambini hanno letto i loro pensieri e le loro riflessioni. “L’unica cosa che possiamo fare ora è ricordare due parole: ‘mai più’ – è intervenuta una delle maestre – ricordare fa male ma è allo stesso tempo di grande utilità. Siamo contente noi maestre perché i bambini oggi hanno fatto una cosa bellissima: hanno capito l’importanza di questa giornata entrando e uscendo da scuola in un perfetto e rispettoso silenzio”.

Lorenzo Ballestra

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