/ EVENTI

Che tempo fa

Cerca nel web

EVENTI | giovedì 14 gennaio 2016, 11:02

Imperia: la vita di Giacinta Ferro raccontata nel libro della scrittirce Nerina Neri Battistin "Il Testamento"

"certamente varrebbe la pena che, nel 150° della morte, uno dei giovedì letterari della Cumpagnia de l'Urivu, l'associazione culturale più vicina alla sua casa, fosse dedicato a questo ricordo.

Il prossimo 15 gennaio 2016 ricorrerà il 150esimo anniversario (1866) della morte di Giacinta Barone ved. Ferro al cui nome è dedicata una via di Imperia Porto Maurizio, in riconoscimento dei suoi meriti assistenziali verso la Città in cui, proveniente da Diano Marina, era vissuta per lunghissimi anni dopo aver sposato il notaio Francesco.

Per una fortuita combinazione il nome “ Via Giacinta Ferro” era stato assegnato ad una strada che dall' atttuale via Cascione sale nel paese vecchio ed essendo sul lato sinistro per chi sale, corredata di una lunga e caratteristica ringhiera metallica, viene abitualmente chiamata “Salita dei ferri” .

A ricordo di questa signora, sommariamente citata nel libro di Bruno Viano nel suo stradario cittadino, nell'allora nuovo ospedale di Porto Maurizio era stata affissa nel 1879 una lapide in latino per ricordare la munificenza sua e del marito che, con una apposita “Opera Pia Ferro” avevano permesso proprio la creazione del grande manufatto sanitario. Nulla di più, come spesso avviene nell' inseguirsi delle generazioni.

Ciò fino a quando "Qualcuno" l'ha fatta rinascere, rivivere, insomma riportare all'attenzione pubblica. In un racconto di 154 pagine è la notissima scrittrice Nerina Neri Battistin, cittadina di adozione per la sua altrettanto lunga residenza ad Imperia che ormai conosce meglio della quasi totalità dei suoi nativi, e che merita la più alta considerazione per il suo multiforme impegno letterario, è proprio lei, ripeto, che passando ripetutamente in via Cascione e fissando ogni volta quel nome femminile “su una piastra di vetusto marmo incastrata sopra una vecchia porta di un antico palazzo” era stata presa, poco alla volta, dal desiderio incontenibile di “sapere chi fosse” questa donna tanto degna di un così importante ricordo .

Così, come spiega nella postfazione del suo recentissimo libro “Il Testamento”        (Centro Editoriale Imperiese ott. 2015), dopo lunghe e accurate ricerche sulle persone, l'ambiente, la storia dell'epoca, dopo aver potuto leggere e trascrivere il lungo e dettagliato testamento della Signora, aperto il giorno dopo la sua morte, aveva voluto e, armonicamente saputo, “ricostruire” con una istintiva, logica immedesimazione, una intera vita, tutta dedicata all'assistenza degli infermi, nel quadro di una disciplinata amministrazione dei ricchi beni, suoi e del marito notaio con cui aveva trascorso anni sereni di reciproca comprensione e rispetto, sostenuti da una assoluta fede religiosa in un clima di agitate istanze rivoluzionarie degli anni post napoleonici.

Non sappiamo se l'opera, la cui narrazione piana e quasi manzoniana, si sviluppa in una armonica progressione con pagine e descrizioni indimenticabili, sia già stata presentata al pubblico, ma certamente varrebbe la pena che, nel centocinquantesimo anniversario della morte di Giacinta Ferro, uno dei giovedì letterari della Cumpagnia de l'Urivu, l'associazione culturale più vicina alla sua casa, fosse dedicato a questo ricordo.

 


C.S.

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Link Utili|Scrivi al Direttore