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EVENTI | martedì 15 marzo 2016, 08:39

Da giovedì a domenica alla Scuola di Teatro Officina la poesia delle azioni ardenti: Roberto Aldorasi porta In fragrante delicto in stage al Banchéro

Un workshop sulla costruzione di una presenza scenica fiammeggiante, sulla drammaturgia d’attore come poesia ardente di azioni.

Il Teatro del Banchéro ospiterà da giovedì 17 a domenica 20 marzo lo stage Drammaturgia d’Attore” tenuto da Roberto Aldorasi. Lo stage si terrà a Taggia (sede del Banchéro, Palazzo Soleri, via Soleri 12) e fa parte del corso della Scuola di Teatro Officina.

Roberto Aldorasi, regista e trainer, studioso di antropologia teatrale, napoletano di nascita s’è trasferito giovanissimo in Danimarca dove ha completato la sua formazione seguendo i seminari dell’Odin Teatret, e dove ha potuto effettuare molte collaborazioni e docenze. Nel laboratorio con Roberto Aldorasi si lavorerà su “In Flagrante Delicto la poesia delle azioni ardenti”, un workshop sulla costruzione di una presenza scenica fiammeggiante, sulla drammaturgia d’attore come poesia ardente di azioni. Il titolo dello stage si deve allo spettacolo che Aldorasi sta preparando, il cui protagonista è Carlo Gesualdo, noto come Gesualdo da Venosa, compositore italiano di un infuocato meridione d’Italia a cavallo fra il 500 e il 600, appartenente a una nobile famiglia napoletana. Il principe di Venosa, conte di Conza e signore di Gesualdo non è celebre solo per le sue grandi qualità di compositore e innovatore musicale, ma anche per l’omicidio premeditato ed efferato della moglie e del suo amante. Proprio a questo delitto si rifà il titolo: In flagrante delicto, che per la giurisprudenza latina è il caso di un reo colto nell’esecuzione del suo delitto, dove il participio flagrans (ardente) è metafora di estrema evidenza. Rifugiatosi nel castello di Gesualdo per sfuggire alle ire dei famigliari degli uccisi, il compositore visse per diciassette anni trasformando la fortezza in una fastosa corte canora che ospitò i musicisti più famosi dell’epoca e scrivendo. I Madrigali di Gesualdo stanno all’armonia rinascimentale come il Guernica di Picasso sta all’arte figurativa, con lo stesso dolore intrinseco.
Su questo verterà il workshop di Aldorasi, che così presenta il suo stage: “Gesualdo da Venosa evase i luoghi e i doveri imposti dal suo rango per dedicarsi interamente all’espiazione dei propri peccati e alla musica. Allo stesso modo, con questo seminario, mi piacerebbe provare a rubare il corpo e la mente degli attori al loro uso quotidiano per renderli strumenti accordati di musiche per lo sguardo”.
Lo stesso ardore sarà trasposto sul palco del Banchéro: in teatro un’azione è ardente quando ha una forma precisa e un segreto che brucia. La forma si misura con parametri oggettivi dell’agire scenico: la dimensione, la forza, la dinamica, il ritmo, la direzione e la composizione. Tutti questi stessi parametri esistono anche in musica. Il segreto che brucia è la motivazione personale dell’attore che innerva la forma, la incendia con immagini o memorie del suo mondo interiore e rende una sequenza di forme nello spazio una partitura di azioni che fa battere il cuore come una musica.

Roberto Aldorasi ha lavorato agli spettacoli Ur-Hamlet e Medeas Bryllup, regia di Eugenio Barba, e altri progetti, in particolare con Tage Larsen e Donald Kitt. Con il suo gruppo Questi Fantasmi & Sons (insieme a Mira Noltenius) e con The Jasonites (diretti da Julia Varley) ha realizzato progetti di site-specific theatre e spettacoli in Danimarca, Italia, Germania, Regno Unito, Siria, Libano, Marocco e Brasile. Con il Laboratorio di Altamira, fondato insieme a Pierangelo Pompa, ha realizzato gli spettacoli Don Giovanni, scherzo per servo e padrone e Il Giardino. Tornato in Italia, nel 2012 è stato docente presso il CTU dell’Università di Ferrara. Per Giorgio Barberio Corsetti ha curato le coreografie del Don Carlos, diretto da Valerij Gergiev al Teatro Mariinsky di San Pietroburgo, de La Sonnambula al Teatro Petruzzelli di Bari e collaborato al Macbeth al Teatro alla Scala di Milano. E’ stato assistente di Barberio Corsetti ne La guerra di Kurukshetra di Francesco Niccolini. Ha curato i movimenti di scena di Educazione Siberiana, adattamento teatrale del libro di Nicolai Lilin di Napoli Est Teatro e del Teatro Stabile di Torino. Ha curato la regia de “I Duellanti”, dal romanzo omonimo di Conrad, con Marcello Prayer e Alessio Boni, produzione Tetaro della Pergola di Firenze.

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