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EVENTI | venerdì 18 marzo 2016, 10:01

Bordighera: in scena al Teatro del Parco "Mutu - la legge del silenzio" della compagnia siciliana ‘Prima Quinta’

n'altra eccezionale occasione quindi per assistere ad un lavoro premiato, al suo debutto, come miglior spettacolo straniero al Festival di Avignone OFF 2012 e nel 2014 ospitato e selezionato all'Italian Theatre Festival di New York.

Grazie all’iniziativa di "LIBER theatrum" torna nuovamente nell’estremo Ponente ligure, domenica 20 Marzo alle ore 18.30 al Teatro del Palazzo del Parco di Bordighera, MUTU - La legge del silenzio. Bellissimo, indimenticabile ed emozionante spettacolo teatrale della compagnia siciliana ‘Prima Quinta’ dedicato al tema della mafia. Regia di Lauro Versari, e due attori grandi interpreti e protagonisti in scena: Aldo Rapè e Gaspare Balsamo.

Con il patrocinio e il fondamentale sostegno del Comune di Bordighera, il supporto logistico ventimigliese di libreria Casella, Baires Cafè  e "Casa Fenoglio B&B", ancora una volta l’Ass. Cult. “LIBER theatrum” si è fatta carico dell’organizzazione  e dell’ospitalità del gruppo teatrale siciliano, memore del grandissimo successo ottenuto nello scorso ottobre, ma anche del gran numero di mancati spettatori, causa la limitata capienza dell’Oratorio dei Bianchi nel centro storico di Ventimiglia Alta, utilizzato per la originale e suggestiva messa in scena.

Un'altra eccezionale occasione quindi per assistere ad un lavoro premiato, al suo debutto, come miglior spettacolo straniero al Festival di Avignone OFF 2012 e nel 2014 ospitato e selezionato all'Italian Theatre Festival di New York.

Scritto e interpretato, assieme a Gaspare Balsamo, dall’attore e drammaturgo siciliano Aldo Rapè, con la regia di Lauro Versari, “MUTU” è probabilmente quello che si può definire un “piccolo” capolavoro del teatro indipendente. Un testo eccellente: un vero e proprio “cazzotto” nello stomaco per le emozioni regalate allo spettatore, grazie anche ad un linguaggio semplice e diretto, che penetra nel cuore di chi lo guarda, scuotendone l’anima.

Una storia che è una bomba ad orologeria. La storia di due fratelli, due uomini del nostro tempo, uno prete e l’altro mafioso, ingabbiati nelle loro vesti e nei loro ruoli, ma desiderosi di scappare. La mafia e la chiesa, come pretesto per parlare del vero male che colpisce i due protagonisti: la solitudine ed il vuoto esistenziale che esiste nella nostra civiltà. Dopo dieci anni di lontananza “u mafiusu” e “u parrino” si rincontrano. Due strade opposte le loro, due “dottrine” diverse, due status sociali agli antipodi; ma per quanto possano sembrare lontani, i due fratelli sono in qualche modo accomunati dalle loro solitudini, emarginati a causa della legge del silenzio: l’omertà. Muti sono rimasti per una vita, davanti alla crudeltà, alla fame, alle ingiustizie. Rivangano il loro passato, con l’amaro in bocca, e si raccontano attraverso aneddoti della loro infanzia, giustificandosi per le loro scelte.

Si scontrano, si picchiano, ma in fondo hanno solo voglia di riabbracciarsi e di mettere da parte il passato, lasciandosi trascinare dal richiamo del sangue. Il tema affrontato è forte, d’impatto, e vale per tutti, perché la solitudine non fa né distinzioni né tanto meno discriminazioni. Poco più di un’ora per uno spettacolo emozionante e perfetto nella costruzione drammaturgica e nella bella e intensissima interpretazione dei due attori.

Aldo Rapè e Gaspare Balsamo sono “semplicemente” bravi, da applaudire lungamente asciugandosi qualche lacrima.

INFO: 338 6273449 / liber.theatrum@gmail.com / www.libertheatrum.com

 

C.S.

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