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CRONACA | giovedì 25 febbraio 2016, 17:28

Sentenza della Corte Europea "Proroga della concessioni balneari in Italia fino al 2020 è contraria al diritto comunitario"

"Seria preoccupazione" è stata espressa da parte di Assobalneari Italia Federturismo Confindustria, per le conclusioni dell'avvocato generale della Corte di Giustizia Ue sulla proroga automatica della durata delle concessioni demaniali marittime e lacustri per attivita' turistico-ricettive fino al 2020.

La proroga della concessioni balneari in Italia fino al 2020 è contraria al diritto comunitario. Lo ha stabilito l'avvocato generale della Corte di giustizia europea, Maciej Szpunar, chiarendo che la direttiva europea sui servizi “Impedisce alla normativa nazionale di prorogare in modo automatico la data di scadenza delle concessioni per lo sfruttamento economico del demanio pubblico marittimo e lacustre".

Il pronunciamento dell'avvocato generale fa seguito ai ricorsi presentati dai Tribunali amministrativi regionali (Tar) di Sardegna e Lombardia, che hanno sollevato una questione pregiudiziale alla Corte Ue contro i vari decreti legge emessi dal 2009 al 2012 e convertiti in legge con cui l'Italia ha previsto la proroga automatica della durata delle concessioni demaniali marittime per attivita' turistico-ricreative dapprima fino al 31 dicembre 2012 e poi fino al 31 dicembre 2020. Oltre alla incompatibilità con la direttiva servizi, per Szpunar, l'automatismo della proroga "parrebbe contrario ai principi di libertà di stabilimento e protezione della concorrenza", in quanto tramite estensione automatica delle concessioni "Si sottraggono al mercato, per un periodo irragionevolmente lungo (undici anni), delle concessioni di beni sicuramente molto importanti sul piano economico".

"Seria preoccupazione" è stata espressa da parte di Assobalneari Italia Federturismo Confindustria, per le conclusioni dell'avvocato generale della Corte di Giustizia Ue sulla proroga automatica della durata delle concessioni demaniali marittime e lacustri per attivita' turistico-ricettive fino al 2020.

 

"Credo che mai come ora - dichiara in una nota il presidente di Assobalneari, Fabrizio Licordari - sia necessario che il governo italiano, che ha da poco nominato il nuovo ministro per gli Affari Regionali Costa, si rechi a Bruxelles per negoziare con la Commissione europea un periodo transitorio non inferiore ai trent'anni come avvenuto in Spagna e Portogallo per tutelare il lavoro degli addetti delle 30.000 imprese balneari italiane. Crediamo fermamente che questo debba essere deciso a livello politico e non invece in un'aula di un tribunale. Mi chiedo altrimenti a che cosa serva una nostra rappresentatività parlamentare europea se non si riesce a fare pesare a livello politico la tutela di un così importante patrimonio economico quale il turismo balneare italiano".

Carlo Alessi

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