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CRONACA | mercoledì 20 gennaio 2016, 15:51

Sanremo: rientrato il peschereccio 'Mina', il comandante Lobasso "Siamo stati presi per il culo dai francesi!"

All’arrivo sul molo del porto vecchio di Sanremo c’erano tutti ad accogliere Lobasso ed il suo equipaggio: parenti, amici, colleghi di altri pescherecci e la moglie, che è in attesa di un bambino.

“Siamo presi per il culo dai francesi, prendiamone atto ma non è giusto”. E’ questo il duro ma comprensibile sfogo di Ciro Lobasso, il comandante del Motopeschereccio di Sanremo ‘Mina’, posto in stato di fermo dal 13 gennaio scorso a questa mattina, nel porto di Nizza in quanto, secondo le autorità transalpine avrebbe pescato gamberi in profondità, in acque francesi.

Il peschereccio è potuto ripartire questa mattina, dopo l’ok della guardia costiera d’oltralpe ed a seguito del pagamento di 8.300 euro di cauzione. All’arrivo sul molo del porto vecchio di Sanremo c’erano tutti ad accogliere Lobasso ed il suo equipaggio: parenti, amici, colleghi di altri pescherecci e la moglie, che è in attesa di un bambino. Lobasso, al suo arrivo ha spiegato come si sente dopo questa incredibile avventura: “Mi sento umiliato da quanto successo, perché mi è stata strappata la dignità. Io ho sempre rispettato le Leggi dello Stato e sono stato prelevato dalle nostre acque per essere portato in quelle francesi. Io ero perfettamente in Italia, a meno che dopo 30 anni di navigazione, io non so dove mi trovo. Se poi, qualcuno si è venduto qualche ‘pezzo di territorio’, io non ci posso fare nulla”.

Oltre alla cauzione è quantificabile il danno che le è stato arrecato? “E’ enorme, perché ora non ho nemmeno più il coraggio di andare a lavorare. Mi hanno trattato peggio di un clandestino, dicendo che avevo armi a bordo e di aver opposto resistenza. Niente di tutto questo e mi sono messo nelle mani della giustizia. Nonostante avessi pagato con un assegno circolare mi è stato chiesto di fare un bonifico, attraverso il mio avvocato Christan Scolari, che ha permesso il mio rientro”.

Per lei sono stati 8 giorni da dimenticare: “La mia è stata una settimana assurda, perché ci hanno tolto il ‘nostro’ mare e mi auguro che le nostre autorità competenti facciano qualcosa per risolvere queste questioni, visto che da parte nostra non c’è stato nessuno sconfinamento. Io non mi avvicinerò mai in questi giorni al confine, fino a quando non saranno esattamente definiti. Se sapevo che finiva così non mi sarei avvicinato”.

Tecnicamente lei può riprendere normalmente il suo lavoro?: “Io ora sono libero e, anzi, devo riprendere subito a lavorare anche per risanare tutti i debiti che ho fatto per pagare la cauzione. Devo ringraziare tutti quelli che mi hanno aiutato ed è difficile accettare tutto questo. Spero che vada a finire tutto per il meglio e che mi venga data la ragione che sono certo di avere”.

Carlo Alessi

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