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CRONACA | lunedì 18 gennaio 2016, 16:56

Sanremo: caso del peschereccio 'Mina', l'Ammiraglio Pettorino "Siamo certi che ha pescato in acque italiane" (Video)

Ai pescatori ha detto: "Come Capitaneria abbiamo confermato la nostra vicinanza, pur evidenziando le regole che devono mantenere. I pescatori sono stati molto ragionevoli anche se in un momento molto difficile, che stanno affrontando con grande serenità e pacatezza, seppur con grande determinazione”.

Dovrà pagare una cauzione di 8.300 euro ma così facendo il peschereccio 'Mina' sarà rilasciato entro la serata odierna. E' questo il nuovo sviluppo dietro il fermo avvenuto mercoledì scorso, quando l'imbarcazione matuziana venne fermata dalla Dogana francese con l'accusa di pescare il gambero in acque francesi. Ad annunciarlo è stato il comandante della barca, Ciro Lobasso, che ha comunque sottolineato come la vicenda rimarrà aperta per quanto riguarda il procedimento penale.

Intanto, oggi pomeriggio in Capitaneria a Sanremo, il Contrammiraglio Giovanni Pettorino ha incontrato i pescatori di Sanremo, giustamente preoccupati della situazione che si è venuta a creare nell’ambito del ‘caso’ relativo al peschereccio ‘Mina’. Il Contrammiraglio ha confermato di aver voluto l’incontro per dimostrare la vicinanza ai pescatori di Sanremo: “Ma voglio sottolineare – ha detto - che, gli accertamenti fatti dalla strumentazione elettronica di bordo e dei tracciati, in relazione al confine marittimo attualmente vigente, il ‘Mina’ era all’interno delle acque nazionali di alcune centinaia di metri. I Ministeri competenti stanno facendo le loro verifiche, in relazione ai rapporti internazionali vigenti e c’è molta attenzione anche con il Console italiano a Nizza. Come Capitaneria abbiamo confermato la nostra vicinanza, pur evidenziando le regole che devono mantenere. I pescatori sono stati molto ragionevoli anche se in un momento molto difficile, che stanno affrontando con grande serenità e pacatezza, seppur con grande determinazione”.

La domanda che si fanno i pescatori e quella relativa alla possibilità o meno di andare ancora a pescare nella cosiddetta ‘Cala del Cimitero’, che si trova proprio al confine: “Gran parte è sicuramente in acque italiane – ha detto l’Ammiraglio - ed io so che, da quando ero Comandante nell’89 a Sanremo nulla è cambiato. Se anche non ci fosse un trattato specifico, c’è una sorta di consuetudine riconosciuta da tutti”.

Ora cosa rischia il comandante Ciro Lobasso: “Secondo quanto sostengono i francesi – evidenzia Pettorino - ovviamente pesca in acque non consentite ma anche danno ambientale, con contravvenzioni importanti. Per noi è importante che Lobasso torni presto qui e, successivamente noi faremo a freddo tutte le verifiche necessarie”. Qualcuno ha anche ipotizzato uno spostamento del confine non conosciuto dai nostri pescatori: “Si sono accorti – ha terminato il Contrammiraglio - che sono in corso tra Italia e Francia, una serie di accordi che non sono stati ratificati e, quindi, non sono in vigore. Per fare ciò è previsto che debbano essere ratificati da entrambi i paesi e, successivamente, devono passare 60 giorni”.

In questi giorni, dopo l'accaduto, si sono inaspriti i toni tra Francia e Italia, in quanto i due Paesi non concordano sulla posizione del confine, alla base proprio del fermo. Stamani in tribunale c'è stata anche un'udienza per discutere del caso, durante la quale il legale di Lobasso ha cercato di contrattare sulla cifra della cauzione, proponendo 4mila euro, con esito negativo. Il comandante della nave si è comunque impegnato a pagare il compenso richiesto entro la serata. In questa maniera il peschereccio potrà tornare nel porto di Sanremo.

Carlo Alessi

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