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CRONACA | domenica 24 gennaio 2016, 14:47

Sanremo nuovamente nell'occhio del ciclone per i 'furbetti del cartellino': all'Arena la moglie del vigile Alberto Muraglia

Intervistato anche Alessandro Vellani, altro 'simbolo' dell'inchiesta per essere stato colto dalle telecamere della Finanza in canoa, anzichè in ufficio.

“Spesso andavo a chiamare mio marito, che pur oltre l’orario di lavoro continuava a lavorare, e mi diceva di timbrare per poi terminare il lavoro prima di tornare a casa per mangiare. Accadeva spesso e mio marito lavorava a volte anche mezz’ora in più senza essere retribuito”. E una delle affermazioni di Adriana Muraglia a ‘L’Arena’ di Raiuno oggi pomeriggio. La moglie di Alberto, agente della Polizia Municipale di Sanremo, uno dei simboli dell’inchiesta dei cosiddetti ‘furbetti del cartellino’, messa in piedi dalla Guardia di Finanza, è intervenuta alla trasmissione di Massimo Giletti, insieme all’avvocato Luigi Albero Zoboli, in collegamento da Sanremo, a poche ore dall conferma del licenziamento del marito, insieme ad altri tre dipendenti comunali, dopo i 4 dei giorni scorsi.

Torna così in primo piano la città di Sanremo, dopo un momento di pausa dall’ottobre scorso, dettato dagli 8 licenziamenti firmati dalla Commissione istituita in Comune a palazzo Bellevue. La trasmissione ha ospitato in diretta Adriana, la moglie di Alberto Muraglia, ma, nel corso della trasmissione che, nel corso degli ultimi mesi ha più volte affrontato la vicenda, è stata anche mandata in onda una breve intervista ad Alessandro Vellani, altro dipendente di palazzo Bellevue considerato ‘simbolo’ dell’inchiesta perché inchiodato dalle immagini della Guardia di Finanza, mentre si allenava in canoa, invece di essere in ufficio. “Non posso dire nulla e ci sarà tempo per spiegare – ha detto Vellani – ma ci sarà il tempo ed il luogo per spiegare tutto. Voi vedete solo la parte delle foto e delle immagini, ma ci sarà il tempo per spiegare. Io non mi sento un ‘furbetto’ ma uno ‘stupidotto’. Io ho solo omesso la timbratura ed io me ne assumo tutte le responsabilità, ma io facevo dei rientri pomeridiani per recuperare il lavoro”.

Un’atra intervista è stata effettuata ad uno degli 8 licenziati, tra quelli che hanno timbrato per diverse ore di straordinario elettorale nel giorno di Pasqua. Poche le risposte: “Lasciatemi stare – ha detto – ed il problema unico attuale che ora la mia famiglia non ha nessun sostentamento”. Particolarmente dura la discussione anche in studio, dove erano presenti alcuni parlamentari. In particolare sulla responsabilità dei dirigenti, uno dei passaggi importanti delle audizioni del Segretario generale del Comune matuziano, Concetta Orlando, di cui si è parlato molto nei giorni scorsi. La discussione è poi andata avanti sulla nuova Legge proposta dal Governo, trovando pareri discordanti.

Carlo Alessi

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