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CRONACA | mercoledì 03 febbraio 2016, 15:32

Sanremo: dopo la chiusura delle Rivolte, il ristorante Urbicia Vivas lancia un grido d'aiuto "Con questo allarmismo chiudiamo a fine mese"

"Con il vostro allarmismo state facendo si che questa attività commerciale chiuda a fine mese perché non avrà la possibilità di pagare i suoi impegni, quali l’affitto, la luce, l’acqua, il gas ed i fornitori. Voi potete cambiare questa situazione".

(immagine d'archivio)

"Con il vostro allarmismo state facendo si che questa attività commerciale chiuda a fine mese perché non avrà la possibilità di pagare i suoi impegni, quali l’affitto, la luce, l’acqua, il gas ed i fornitori. Voi potete cambiare questa situazione".

I responsabili del ristorante Urbicia Vivas, sito in piazza dei Dolori nella Pigna di Sanremo hanno voluto lanciare un chiaro grido d'aiuto. Il noto locale si trovava esattamente oltre le rivolte di San Sebastiano che sono state recentemente chiuse su decisione dell'amministrazione comunale. La decisione sta causando grossi disagi ai gestori che hanno così inviato una missiva all'attenzione di palazzo Bellevue nella speranza che possa cambiare qualcosa.

"Siamo in piazza dell’oratorio dei dolori, e gestiamo il ristorante Urbicia Vivas dal 1° Gennaio del 2015. Credendoci fortemente abbiamo investito tempo e denaro, tra spacciatori, extracomunitari, tossici ed altre mille difficolta che la zona offriva. Siamo riusciti a vivere e lavorare, allontanando sia gli uni che gli altri. Abbiamo combattuto contro la guerra delle associazioni, cercando di fare del nostro meglio per far si che questa attività, producesse qualche frutto, non debiti, grazie anche a Voi (il comune ndr)" - spiegano dal ristorante. 

"Oggi invece sempre grazie a Voi e alla stampa, avete creato e accentuato questo clima di terrore e per la gente che ci abita e per la pericolosità delle rivolte, facendo di questa piazza in modo particolare il posto più pericoloso da frequentare. Vi vorrei ancora ricordare che qui sopra, non è arrivata nemmeno la peste e che nemmeno gli ultimi terremoti avvenuti in zona hanno causato danni tali da far si che questa piazza restasse un luogo si desolante e desolato. Anzi Vi ricordo che era luogo di incontro e per il pagamento delle tasse e per mettere alla gogna chi meritava" - sottolineano. 

Voi potete cambiare questa situazione, facendoci vivere anche a noi il Festival di Sanremo e convogliando qui un po’ della vostra civiltà e del vostro amore verso la città. Dimostrando a tutti che poi così pericolosa non lo è. Facendo conoscere alla gente che viene in cerca di gloria a Sanremo, qual è Sanremo. Non vogliamo in alcun modo che questa lettera risulti minacciosa tutt’altro, deve essere presa come una richiesta di aiuto per chi crede nel suo lavoro e nel lavoro di questa Amministrazione" - concludono.

 

Stefano Michero

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