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CRONACA | sabato 23 gennaio 2016, 22:47

Sanremo: caso dei 'furbetti del cartellino', altri quattro dipendenti comunali licenziati

Sono otto persone licenziate nel giro di pochi giorni. I primi quattro martedì scorso ed ora altri analoghi provvedimenti e sembra che non saranno gli ultimi, anzi.

Altri quattro dipendenti del comune di Sanremo sono stati raggiunti da un provvedimento di licenziamento. Tra di loro c'è anche Alberto Moraglia, il 53enne vigile del mercato annonario che suo malgrado è diventato simbolo dell'inchiesta Stakanov della Guardia di Finanza, in quanto ripreso in mutande mentre timbrava il proprio cartellino. Oltre a lui ad essere stati raggiunti dallo stesso provvedimento ci sono anche Antonio Rao e Maurizio Bolla del servizio notifiche e Giancarlo Crobeddu operaio specializzato del servizio manutenzione fabbricati ed impianti sportivi. Sono otto persone licenziate nel giro di pochi giorni. I primi quattro martedì scorso ed ora altri analoghi provvedimenti e sembra che non saranno gli ultimi, anzi. 

I licenziamenti portano la firma dal Segretario Generale, Concetta Orlando, che ha svolto le audizioni dei dipendenti nei giorni scorsi. Quanto si sta verificando a Sanremo è figlio anche del via libera del governo ai licenziamenti dei 'furbetti' del cartellino. Il Consiglio dei ministri ha approvato recentemente i primi undici decreti attuativi della riforma della Pubblica amministrazione. Il licenziamento del dipendente pubblico che timbra il cartellino e se ne va "Non è una possibilità, non è un optional, ma un obbligo, è questa la differenza con il passato", aveva sottolineato il presidente del Consiglio. Dichiarazioni che erano subito arrivate a Sanremo, dove il caso dei cosiddetti ‘furbetti del cartellino’ è esploso il 22 ottobre scorso, al termine dell’inchiesta della Guardia di Finanza

Dal punto di vista giuridico cosa possono fare i dipendenti del comune licenziati? In pratica possono presentare un ricorso al Giudice del Lavoro, nel quale viene impugnato il licenziamento. Se il Giudice annulla il provvedimento il dipendente rientra al lavoro, altrimenti quest’ultimo può appellarsi al secondo e terzo grado di giudizio. Ma, in caso di ragione data al Comune, il dipendente deve pagare tutte le spese processuali. C’è anche una via di mezzo, ovvero che la Commissione decida per una sospensione temporale dal lavoro senza stipendio (3, 6, 12 mesi o altro). In questo caso la difesa del dipendente decide se appellarsi al Giudice oppure accettare la sospensione.

Stefano Michero

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