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CRONACA | mercoledì 17 febbraio 2016, 16:36

Inchiesta Breakfast: l'ex ministro Claudio Scajola "Questo processo prosegue lentamente ed è basato sul nulla"

È stato il giorno dei periti e delle intercettazioni oggi a Reggio Calabria per il processo “Breakfast”.

È stato il giorno dei periti e delle intercettazioni oggi a Reggio Calabria per il processo “Breakfast”. Alla sbarra c'è l'ex ministro Claudio Scajola, accusato dalla Dda reggina di aver avuto un ruolo nella latitanza di Amedeo Matacena, l'ex politico di FI condannato in via definitiva a 3 anni di carcere per il reato di concorso esterno in in associazione mafiosa. Oltre a Scajola sono imputati anche la moglie dell'armatore, Chiara Rizzo, Martino Politi, e la segretaria dei coniugi Matacena-Rizzo, Mariagrazia Fiordalisi.

Nell'udienza scorsa il pm antimafia Giuseppe Lombardo aveva chiesto al Tribunale, presieduto dal giudice Natina Pratticò con a latere i togati Arianna Raffa e Stefania Rachele, l'audizione del perito incaricato dal Collegio di sentire e trascrivere le centinaia di intercettazioni dell'inchiesta. Qualcosa non convinceva l'accusa che infatti, in aula il 3 febbraio scorso aveva manifestato le proprie perplessità in ordine ad alcune in conversazioni che nella trascrizione risultavano essere difformi rispetto a quelle messe nero su bianco dalla polizia giudiziaria. Oggi però in aula il perito del Tribunale, Concetta Biancuzzo, ha confermato in toto quanto relazionato nel proprio elaborato.

Subito dopo è stata la volta della testimonianza del luogotenente della Guardia di Finanza, Domenico Elia, uno dei tanti investigatori che prenderà parte al pool messo in pedi dalla Dda, retta da Federico Cafiero De Raho, per l'inchiesta “Breakfast”. Il luogotenente Elia in particolare si è occupato di trascrivere quasi tutte le centinaia di intercettazioni captate dalle cimici della Dia.

"Solo un giorno- ha affermato il teste- ho dovuto ricorrere all'aiuto di un'altra persona ossia quando l'onorevole Scajola è stato assolto per la questione della casa al Colosseo. Ha ricevuto una mole impressionante di telefonate che da solo è stato impossibile trascriverle tutte". Al termine della deposizione del teste Lia il pm Lombardo ha chiesto che l'esame del pubblico ministero si estendesse anche ad un'altra nota a firma di Lia. Non essendo a disposizione delle difese però, il Tribunale ha rinviato sul punto e ha anche “bacchettato” l'Ufficio di Procura affinchè nel più breve tempo possibile metta a disposizione delle parti alcune informative che la cancelleria del pm afferma di aver trasmesso ai difensori, ma di fatto nessuno degli avvocati ha ricevuto avviso di deposito con la conseguente estrazione delle copie.

Prima del termine dell'udienza l'avvocato Elisabetta Buisito- che insieme a Giorgio Perroni  e a Patrizia Morello compone il collegio difensivo di Claudio Scajola, ha evidenziato al Tribunale come in un allegato della nota depositato oggi dal pm ci fosse un eclatante errore. In una relazione interna alla Direzione investigativa Antimafia si attestava come 'l'otto gennaio il relazionante ( ossia il luogotenente Elia ndr) riceveva una telefonata, in transito al centro operativo, da parte di una donna che si presentava come la dottoressa Biancuzzi, perito di parte della difesa nel processo Scajola, non specificando per conto di quale legale'.

L'avvocato Buisito ha voluto evidenziare che non solo la dottoressa si chiama Biancuzzo, ma che soprattutto non è il perito della difesa dell'ex ministro, ma eventualmente era quello a cui il Tribunale aveva conferito l'incarico. A ciò si sono associati i legali di Martino Politi, ossia i difensori Tonino Curatola e Corrado Politi, nonché il legale della Fiordalisi, l'avvocato Cristina Dello Siestro. Il Tribunale ha preso atto e ha rinviato il processo al 16 e al 18 marzo. In queste due udienze si chiuderanno tutti gli esami e i controesami dei testi Gandolfo, Lia, Papaleo e Striano ossia tutti gli investigatori della Dia che fino ad oggi hanno testimoniato in aula.

Un po' di amarezza c'era oggi sul volto di Scajola. "Questo processo- ci ha riferito - prosegue lentamente ed è basato sul nulla. Resto comunque convinto che i processi si fanno nelle aule e sono lieto di verificare udienza dopo udienza la chiarezza della mia posizione. Certo Reggio Calanria è lontana! Poiché voglio sempre vedere per carattere il bicchiere mezzo pieno ne approfitto per ammirare nei ritagli di tempo le bellezze storiche di questa città. Le prossime udienze, del 16 e del 18 marzo- ha concluso Scajola- spero possano portare, vicino alla conclusione, dei testi dell'accusa". 

Dalla nostra corrispondente Angela Panzera

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