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CRONACA | venerdì 19 febbraio 2016, 12:57

Operazione Maglio 3: i presunti boss del ponente sono stati assolti anche in Corte d'Appello perchè il fatto non sussiste

In particolare i 4 presunti boss del ponente, per i quali erano stati chiesti: 10 anni e 8 mesi per Benito Pepè e, 8 anni ciascuno per Francesco e Fortunato Barilaro e 6 per Michele Ciricosta, tutti difesi dall'avvocato Marco Bosio.

I quattro imputati

La Corte d’appello di Genova ha confermato la sentenza di primo grado, assolvendo tutti gli imputati della operazione ‘Maglio 3’ perchè il fatto non sussiste. Il processo di secondo grado era stato intentato nei confronti di dieci imputati di associazione a delinquere di stampo mafioso nell'inchiesta 'Maglio 3', di cui alcune ritenute ai vertici della 'ndrangheta in Liguria.

All'alba del 27 giugno 2011 scattò la vasta operazione che toccò l'intera Liguria e che nella riviera dei fiori portò al fermo di Fortunato Barilaro, Francesco 'Ciccio' Barilaro, Michele Ciricosta, Benito Pepè di Bordighera; Giuseppe e Vincenzo Marcianò di Vallecrosia e Vincenzo Moio, ex vice sindaco di Ventimiglia. Nel corso delle scorse udienze c'erano state le richieste di condanne tra 6 e 12 anni formulate al termine della requisitoria dei pm Alberto Lari e Vincenzo Scolastico, nell'ambito del processo con rito abbreviato.

In particolare, per i 4 presunti boss del ponente erano stati chiesti: 10 anni e 8 mesi per Benito Pepè e, 8 anni ciascuno per Francesco e Fortunato Barilaro e 6 per Michele Ciricosta, tutti difesi dall'avvocato Marco Bosio. Il legale si era sempre profuso in questi mesi difendendo l'immagine dei propri assistiti e soprattutto promuovendone l'estraneità degli stessi dalle accuse che li volevano quali vertici di proiezioni delle cosche della ‘ndrangheta reggina in Liguria. Lo stesso avvocato Bosio pochi istanti fa fuori dall'aula dopo aver appreso la notizia favorevole ha dichiarato: "E' una grandissima soddisfazione per la difesa, questa sentenza comprova quanto la difesa ha portato avanti con un discorso serrato e quindi adesso leggeremo le motivazioni". Adesso, mentre Ciricosta e Pepè erano già ai domiciliari, tutti gli altri ancora detenuti verranno scarcerati.

L'Operazione Maglio 3 fu il risultato di una vasta attività condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Genova del 27 giugno 2011 che toccò tanto la nostra provincia quanto anche quella di Genova e La Spezia. I Carabinieri del R.O.S., coordinati dai Comandi dell’Arma territorialmente competenti, avevano eseguito le Ordinanze di Custodia Cautelare in carcere emesse dal G.I.P. del Tribunale di Genova, su richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia. Al termine dell'operazione furono portati in carcere 12 indagati per il reato di associazione di tipo mafioso, in quanto ritenuti gli esponenti di vertice di proiezioni delle cosche della ‘ndrangheta reggina in Liguria. I provvedimenti scaturirono da un’articolata manovra di contrasto, avviata dal ROS nel 2008, che ha documentato le dinamiche associative dei locali liguri di Genova, Lavagna (GE), Ventimiglia (IM) e Sarzana (SP) che, mutuando il modello organizzativo dell’area calabrese di origine, operavano sull’intero panorama ligure sotto il coordinamento criminale del capolocale di Genova Gangemi Domenico, il quale dirigeva e organizzava il sodalizio assumendo le decisioni più rilevanti, comminando sanzioni agli altri associati a lui subordinati, dirimendo i contrasti interni ed esterni al sodalizio e curando i rapporti con le altre articolazioni dell’organizzazione.

Dopo l’assoluzione in primo grado da parte del Gup Carpanini, il Pm aveva impugnato la sentenza e, in appello erano stati chiesti 80 anni di carcere. Oggi, però, è arrivata l’assoluzione.

Carlo Alessi

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