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CRONACA | giovedì 10 marzo 2016, 08:50

Nuovi flussi di migranti la prossima estate a Ventimiglia? I residenti dei Balzi Rossi rispondono al Vescovo

In relazione all'intervista rilasciata ieri al nostro giornale.

“Siamo rimasti basiti, in relazione alle contraddizioni insite nell'appello del Vescovo Suetta di ieri su Sanremo News (cliccando QUI) e, quindi, ci sentiamo in dovere come residenti della zona compresa tra Grimaldi e i Balzi Rossi, di intervenire sul tema”.

Inizia così l’intervento dei residenti della zona che, per mesi è stata ostaggio delle proteste dei migranti e dei ‘No Borders’, nei mesi estivi. “A chiunque intendesse voler sacrificare nuovamente l'area di Piazzale de Gasperi per una non chiara ragione – proseguono i residenti - ricreando l'allucinante situazione vissuta la scorsa estate e protrattasi per oltre tre mesi, situazione che è bene ricordarlo ha comportato costi altissimi oltre che a residenti, attività ed esercizi commerciali, alla stessa Città di Ventimiglia (non da ultimo per lo sgombero coatto che ha richiesto la presenza di oltre 300 agenti e una ribalta mediatica davvero poco edificante) diremo NO con ogni mezzo. E' bene ripetere che in tutta la situazione passata, gli immigrati sono serviti come mero pretesto a giovinastri (molti, colpiti da foglio di via e obbligo per tre anni a non rientrare nella comunità intemelia, nonché da una serie di denunce per atti gravissimi che andavano dal vandalismo, al furto, alla violenza personale, senza accennare alle mattane in frontiera dove ci sono andati di mezzo anche ignari automobilisti, che avevano comportato il sequestro autunnale dell'area da parte del Magistrato) per occupare abusivamente un'area con un campeggio abusivo in sprezzo a qualsiasi regola. Non si accetterà il ripetersi di questo delirio da parte di una cittadinanza che ha dimostrato lo scorso anno fin troppa compostezza”.

“Inoltre – proseguono i residenti - bene si conosce la posizione attuale del Governo francese che, sospeso il trattato di Schengen a seguito degli attentati nella Capitale, non permetterà più il passaggio oltre confine di un solo soggetto sprovvisto di documenti. Si auspica che il Vescovo Suetta, che lo scorso anno non ha nemmeno domandato ai residenti come vivessero tale difficile situazione (segnalandosi piuttosto con discutibili iniziative personali) sia a conoscenza della politica internazionale dei nostri vicini. Sollevare la questione, a livello europeo, sì, ma chiedere allo stesso tempo all'amministrazione locale di trovare ‘spazi idonei’, è a nostro avviso fuorviante oltre che anacronistico. A rinverdire la memoria ci pensano le fotografie di fine settembre (inviateci dagli stessi residenti), che crediamo si commentino, oggi come allora, da sole”.

Carlo Alessi

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