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CRONACA | sabato 06 febbraio 2016, 20:09

Imperia: sentenza di condanna di Roberta Sacco a Reggio Calabria. Claudio Scajola: "Lei condannata perché ha ricorso all'abbreviato. Io sono sereno"

"Quello di Roberta e il mio processo sono due cose diverse. A Reggio Calabria sta emergendo l'insussistenza di questa inchiesta"

L'ex Ministro, Claudio Scajola, presente questo pomeriggio all'inaugurazione del Museo d'Arte Contemporanea a villa Faravelli, si è fermato a parlare con i cronisti presenti, annunciando che domani sera sarà in diretta, alla trasmissione "In Onda", su La 7, intervistato dai giornalisti Tommaso Labate e David Parenzo, conduttori del programma. La puntata sarà dedicata al futuro di Forza Italia.

Scajola ha inoltre commentato la sentenza di condanna dell'ex segretaria Roberta Sacco al processo relativo all'inchiesta Breakfast della Procura di Reggio Calabria, che vede imputato lo stesso ex Ministro con l'accusa di aver favorito la latitanza del Parlamentare Pdl Amedeo Matacena, condannato per appoggio esterno in associazione mafiosa.

"La sentenza era logico che fosse questa - ha detto Scajola - perché pochi sanno che con il rito abbreviato, il giudice monocratico deve decidere con le carte che ha a disposizione in quel momento, e quindi il giudizio su Roberta si è fatto sulle carte che erano state predisposte per il mandato di arresto all'inizio di questa inchiesta. Quindi il giudizio si poteva fare solo su quelle carte. Era scontato quello che succedesse. Sono convinto che nei successivi gradi di giudizio, per Roberta, la metteranno al riparo da ogni accusa, perché è una persona che nulla ha fatto di scorretto, e devo dire altresì, che quello che sta emergendo al processo dove acquisiscono le carte, il confronto, la difesa che le presenta, non potrà che dimostrare quello che ho sempre sostenuto, e cioè la insussistenza di qualsiasi accusa, non solo per me, evidentemente, ma quindi ancora a maggior ragione per Roberta".

La sentenza potrà influire sul suo procedimento?

"No, sono due cose diverse. Ripeto: quel procedimento è stato fatto con rito abbreviato, con le carte che erano a disposizione dell'accusa in quel momento e quindi come poteva un giudice giudicare diversamente. Adesso c'è un tribunale di tre giudici che deve decidere in base al processo che significa: le carte, il dibattito, le testimonianze, gli atti che ogni giorno, in tutte le udienze che sto facendo a Reggio Calabria, stanno dimostrando la insussistenza di questa inchiesta". 

Francesco Li Noce

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